Bocca, l’ultimo tango del re del balletto

Un ultimo guizzo felino per graffiare i velluti musicali del tango, l’estremo sguardo grigio che sfiora i muscoli tesi e poi via, l’uscita di scena senza rimpianti. Dopo Alessandra Ferri, anche Julio Bocca ha annunciato l’addio alle scene. Succederà con clamore e pathos il 22 dicembre a Buenos Aires, sua città natale, in un grandioso spettacolo affollato di artisti e amici. L’ultima esibizione coronerà la tournée internazionale che da stasera e fino al 28 ottobre approda al Sistina con «Bocca Tango». Novanta minuti elettrici da ballare con la sua partner storica Cecilia Figaredo. Un’ora e mezza che incornicia una carriera grazie ai memorabili tanghi argentini coreografati da Ana Maria Stenkelman: Balada para un loco, Paradivita, Negracha, Romance del diablo e tanti altri. Si tratta di uno spettacolo-culto - «Bocca Tango» debuttò nel 2001 al Maipo di Buenos Aires e sbalordì per la prima volta i romani nel 2004 - che unisce la musica di Astor Piazzolla a quella di Carlos Gardel. In scena, anche due cantanti e un’orchestra diretta da Julian Vat. Il carismatico ballerino nato nel 1967, fondatore del Ballet Argentino (prima compagnia straniera ad avere il privilegio di esibirsi all’Hermitage di San Pietroburgo), ha scaramanticamente scelto di ritirarsi a 40 anni, all’apice di una carriera favolosa che lo ha visto eccellere nel virtuosismo del balletto classico sin dal 1986, quando fu promosso primo ballerino dell’American Ballet Theatre. Protagonista di tutte le stagioni del Metropolitan Opera House fino all’anno scorso, Bocca è sempre stato un artista versatile; a Broadway ha partecipato al musical «Fosse», ha anche interpretato un assolo di clown scritto per lui dall’attore e regista Claudio Gallardou. Danzatore baciato dal talento e da una bellezza selvatica che lo hanno spinto a guardare sempre avanti, Bocca non si è mai consacrato a un unico linguaggio coreutico, ma ha spremuto le sue radici latine per aggiungere un tocco di sensualità ai classici del repertorio.