Bocca di Rosa protagonista anche del film di Zampaglione

Dopo la pellicola di Costantini ispirata a De André, ecco quella del leader dei Tiromancino

Dopo essere stata immortalata come un mito nel mondo della canzone d’autore grazie ad un personaggio del calibro di Fabrizio De André, ora la celebre «Bocca di rosa», prostituta che «metteva l’amore sopra ogni cosa», spopola nel mondo del cinema. Sì perché dopo che il regista Daniele Costantini le ha dedicato un film tratto dal romanzo «Un destino ridicolo», scritto a quattro mani nel 1996 da De André e Alessandro Gennari, ora anche Federico Zampaglione, trentanovenne leader dei Tiromancino, dopo aver diretto «Nero Bifamiliare», black comedy d’esordio che nelle sale italiane ha incassato un milione e 300 mila euro oltre ad aggiudicarsi innumerevoli premi, ci riprova proprio con Bocca di Rosa. «Nero Bifamiliare è stato il film d’esordio del 2007 che ha incassato di più e che poi ha avuto un enorme successo nelle arene italiane e nel noleggio», afferma l’artista romano, che ha in progetto di portare avanti per un po’ la sua attività di musicista con un cd live che conterrà anche qualche inedito, per poi tornare sul set.
«Bocca di Rosa sarà un adattamento cinematografico di un personaggio che riesce a scombussolare la vita di un paese portando l’amore, ma che deve scontrarsi contro il pregiudizio e la chiusura», spiega Zampaglione. La sceneggiatura «richiederà molto tempo - precisa - Toccare De André è sempre qualcosa di estremamente delicato. È un artista con un immaginario pazzesco. Io ci sono cresciuto. Era l’unico cantante italiano che mia madre mi faceva ascoltare. È un lavoro che va fatto con molta calma».
«Sono in contatto con Luvi (la figlia di De Andrè, ndr.) che sta intraprendendo una carriera di musicista molto valida, ha fatto un bellissimo disco. Ci vediamo spesso e parliamo di questo progetto», racconta Zampaglione. E alla domanda sulla fine delle riprese dell’«altra» Bocca di Rosa, quella di Costantini, risponde: «So che lì la figura di Bocca di Rosa appare nella versione realistica, così come De André l’ha conosciuta, un personaggio terreno, un po’ crudo. Noi invece vogliamo rifarci di più alla canzone».
La protagonista sarà ancora una volta la sua compagna, Claudia Gerini? «Potrebbe starci bene - si limita a dire - È entusiasta della cosa. Stiamo cominciando a parlare con Dori Ghezzi, con cui ci siamo sentiti qualche volta, e a intraprendere la scrittura. Ci vuole tempo. A Nero Bifamiliare ci abbiamo lavorato due anni».
Insomma, le premesse per un nuovo successo ci sono tutte. La carriera cinematografica di Zampaglione è stata un po’ un «fulmine a ciel sereno. Sono fondamentalmente un cinefilo e avevo voglia di raccontare anche attraverso le immagini. Poi, si arriva a un punto in cui o una passione la metti da parte e ci rinunci, o ti metti in gioco». Il gioco continua, piaccia o no a Daniele Costantini.