Boccadasse rifiuta anche la cementificazione «ritoccata»

«Noi apprezziamo il lavoro che è stato fatto rispetto al primo progetto, assolutamente inaccettabile, ma restano tutte le perplessità riguardo a un'opera estranea al contesto della zona. Le volumetrie si possono ridurre ancora o si possono distribuire in modo diverso». Paolo Vercellino è il portavoce del comitato per Boccadasse che in pochi mesi ha raccolto tremila firme per dire no alla cementificazione prevista nell'ex rimessa Amt. La levata di scudi degli abitanti è servita per stoppare il progetto della «diga» che prevedeva la costruzione di tre edifici, il più alto di otto piani, su un'area di novemila metri quadrati. Al posto della diga sono spuntate due torri di sei piani, che rappresentano il pezzo forte del secondo progetto firmato da Mario Botta. Ieri pomeriggio l'architetto svizzero ha risposto all'invito del sindaco Marta Vincenzi che ai residenti aveva promesso un piano di «edilizia partecipata». Peccato solo che l'incontro fosse stato fissato alle 15 con molte persone costrette a dare forfait per impegni di lavoro. La sala del Conservatorio era comunque affollata.
«Già nel piano regolatore del '97 - ha detto Marta Vincenzi - quest'area prevedeva un insediamento edilizio. Noi poi l'abbiamo ceduta ad Amt e da Amt è stata venduta a privati». Per la cronaca, la cooperativa Abitcoop Liguria. Se l'ambizione del sindaco è quella di trasformare il progetto di riconversione della rimessa «in una grande opportunità per tutto il quartiere», non la pensano allo stesso modo gli abitanti di Boccadasse. Che a Botta non le hanno mandate a dire. «Qui vicino ci sono le ville di capo Santa Chiara, qui abbiamo il mare, che cosa ce ne facciamo di due torri alte sei piani?», il ritornello scandito dalla platea. «Sono pronto ad apportare tutte le modifiche necessarie, purché siano migliorative del progetto», la replica dell'architetto. Che considera l'intervento sull'ex rimessa Amt «molto soft». Rispetto al primo schizzo, nell'area compresa tra via Boccadasse, via Arnaldo da Brescia e via Berretta dovrebbero sorgere due edifici a forma cilindrica con un'altezza massima di 46 metri. Un terzo volume rivolto a nord raggiungerà la quota di 40 metri. Il progetto prevede un grande giardino interno che collegherà le vie laterali attraverso ampi porticati. E ai piani terra troveranno spazio un asilo, una palestra e alcune attività commerciali. Troppo poco per convincere la gente di Boccadasse.