Boccadasse si ribella al diktat del Comune sui due «gasometri»

«Ma il sindaco si rende conto che il disegno dell'architetto Botta appare come un fortino chiuso dentro un quartiere che invece ha un'architettura più solare e aperta verso l'esterno?». Se ancora esistevano dei dubbi sul gradimento del nuovo progetto di riqualificazione dell'ex rimessa Amt di Boccadasse da parte del quartiere, questi sono stati spazzati via dall'assemblea pubblica di due sere fa. Che ha visto una notevole partecipazione di gente, pur trattandosi del quarto incontro in due settimane (il primo col sindaco e l'architetto svizzero, gli altri due in municipio Medio Levante). Oltre duecento persone hanno affollato la sala parrocchiale di Sant'Antonio di Boccadasse e alla fine hanno votato all'unanimità un documento nel quale si esprime il netto rifiuto del progetto (quello dei due edifici a forma cilindrica ribattezzati «gasometri» dagli abitanti) e l'auspicio che ne venga presentato un altro. Proprio come Marta Vincenzi aveva promesso ai residenti in occasione del loro primo incontro avvenuto lo scorso autunno. «Il sindaco ci aveva detto di portare avanti due o tre progetti - rivela Paolo Vercellino, portavoce del comitato Uniti per Boccadasse - a questo punto ci chiediamo che fine abbiano fatto. Non possiamo credere che l'alternativa al disegno con le due torri sia quello che ne prevede invece tre. E ci rende perplessi il fatto che in municipio siano a conoscenza solo del primo progetto».
Avversato dai residenti per una lunga litania di motivi. Perché disegna un fortino dentro al quartiere, perché prevede gli spazi verdi all'interno e non all'esterno del fabbricato (con relativi dubbi sulla manutenzione e sulla frequentazione dei giardini), perché sacrifica molti parcheggi e non chiarisce come verranno poi recuperati. Nello schema di Botta sono previsti 206 box interrati. «Ma ce ne vorrebbe il doppio», il refrain sentito l'altra sera. E forti perplessità riguardano anche la gamma dei servizi offerti al quartiere nell'ambito della riqualificazione dell'area. «Non vediamo la necessità di nuovi spazi commerciali, di un asilo, o addirittura di una palestra», aggiunge il rappresentante del comitato. Piuttosto sarebbe molto gradita una biblioteca o in alternativa una sala per organizzare riunioni, eventi e attività di tipo culturale. L'altra sera da qualche abitante è partita la proposta di fare ricorso al Tar.
Ma secondo l'avvocato Rita Bruno il discorso adesso è prematuro «perché l'iter progettuale non è ancora iniziato. Ufficialmente non esiste neppure un progetto, ma solo una bozza. Quando verrà il momento, valuteremo se percorrere la strada del tribunale amministrativo regionale. Ora possiamo solo esercitare un'azione di disturbo per fare capire che il quartiere non accetta questo disegno». E per ricordare al sindaco Marta Vincenzi che aveva parlato di almeno due, se non tre progetti per Boccadasse. Dove sono finiti?