Bocchetti-Eder, «canarini» a Pechino

Archiviato con soddisfazione il secondo campionato consecutivo di serie B, con un lusinghiero decimo posto, il Frosinone calcio raccoglie altri due grandissimi riconoscimenti. Salvatore Bocchetti, difensore di 21 anni, è infatti appena tornato dalla Francia dove ha vinto il torneo preolimpico con la nazionale, segnando anche un gol. Il tecnico Gigi Casiraghi lo considera oramai un tassello insostituibile per la nazionale che andrà a Pechino, unico giocatore di serie B assieme al barese Lanzafame. Ma i «botti» in casa canarina non finiscono qui, perché il grande Carlos Dunga ha invece convocato per la preolimpica del Brasile Martin Eder, anche lui 21 anni, attaccante arrivato a gennaio a Frosinone, in prestito dall’Empoli dove però non riusciva a trovare spazio.
A Frosinone, invece, Eder si è fatto subito valere, ha segnato sei gol, ha regalato altrettanti assist ed è subito diventato il beniamino della tifoseria locale. Arrivato per sostituire lo sloveno Dedic, accolto con un po’ di scetticismo per il suo fisico in effetti mingherlino, Eder si è dimostrato invece un vero e proprio talento, su cui hanno già messo gli occhi il Milan (peraltro la sua somiglianza fisica con Kakà è incredibile), due formazioni tedesche e altrettante inglesi. «Ma noi - dichiara il presidente del Frosinone Maurizio Stirpe - vogliamo tenerlo e costruire attorno a lui una grande squadra».
Anche Eder, faccia da bravo ragazzo e una simbiosi perfetta con la città dove non è raro vederlo in giro già di buon mattino mentre divora i sette quotidiani che acquista per imparare sempre meglio l’italiano, vuole rimanere in Ciociaria: «Devo tanto a questa società, alla squadra e ai tifosi, perché è anche merito loro se Dunga si è accorto di me. Pechino? È un sogno, ma proverò a realizzarlo».
Anche per Salvatore Bocchetti (citarne il nome è d’obbligo, perché nel Frosinone gioca anche il cugino Antonio) le grandi squadre stanno facendo la fila, ma i «boatos» vogliono la Roma favorita. A Spalletti un difensore così versatile, e col vizietto del gol, farebbe davvero comodo. Ma Sasà, napoletano verace, culla anche sogno di giocare con i partenopei, anche se è uno dei pochi a non avere Maradona come idolo «forse perché - racconta e sorride - quando giocava lui, io ero troppo piccolo».
Per due talenti che potrebbero restare in Ciociaria per tentare il grande salto, un terzo sicuramente andrà via, ovvero Francesco Lodi, centrocampista autore di 21 gol e oramai maturo per il salto in serie A: Genoa, Sampdoria, Udinese e il solito Napoli hanno le stesse possibilità di prenderlo, «ma io a Frosinone - dichiara Ciccio - ho passato due anni bellissimi e un giorno tornerò a vestire questa maglia, magari in serie A».