Bocciata al concorso, promossa da Rutelli

Vittoria Garibaldi, pronipote dell’eroe dei due mondi, non supera la prova per dirigente storico dell’arte. E il ministro la mette a capo dei Beni culturali in Umbria. I sindacati: «Uno scandalo»

Gian Maria De Francesco

da Roma

«Sembra curioso ma è proprio quello che è avvenuto: da una parte sei bocciato a un concorso bandito dal ministero dei Beni culturali e dall’altra il medesimo ministero ti premia con una doppia promozione». Libero Rossi, segretario generale Cgil Beni culturali, l’ha messa sul piano dell’ironia, ma si tratta di una storia vera.
Il ministro Francesco Rutelli ha, infatti, nominato alla direzione generale dei Beni culturali dell’Umbria Vittoria Garibaldi, ivi direttore della Soprintendenza ai Beni architettonici e pronipote del conquistador del Regno delle Due Sicilie. Il caso rientrerebbe nella normale logica dello spoil system supersonico dell’Unione se non vi fosse un piccolo particolare che ha suscitato le reazioni indignate dei sindacati. Vittoria Garibaldi, infatti, è stata bocciata alle prove scritte del recente concorso per dirigente storico dell’arte e non è stata ammessa agli orali che si terranno nel prossimo mese di novembre. Ora è titolare di un doppio incarico.
«Uno scandalo», ha sottolineato il segretario generale della Uilbac Gianfranco Cerasoli. Secondo la Uil, Rutelli avrebbe commesso un altro errore perché «poteva ridurre i costi per la dirigenza generale nominando un dirigente di staff presso il ministero». Garibaldi, invece, firmerà un contratto da dirigente regionale in quota esterna. Non è accaduta la stessa cosa a Francesco Scoppola: prepensionato dallo staff ministeriale è stato contestualmente designato alla direzione generale del Molise. In pratica, si esce dalla porta e si rientra dalla finestra. Rutelli non ha perso tempo nello sfoltire i ranghi dei superdirigenti nominati dal suo predecessore Rocco Buttiglione: sia perché la legge Frattini sullo spoil system concede solo 90 giorni dall’insediamento di un governo per la conferma dei top manager sia per dare, almeno formalmente, un segnale dell’austerity invocata da Prodi e Padoa-Schioppa.
Eccezion fatta per Vittoria Garibaldi. «Al ministro chiediamo di non formalizzare tale nomina», ha dichiarato Cerasoli. Rossi, invece, si è interrogato sulle motivazioni della nomina. «Perché accade tutto ciò? Per meriti politici bipartisan, perché la nostra è “figlia d’arte” o per una sana e opportuna politica tesa ad accontentare, come al solito le clientele?». Sul pedigree di Garibaldi, infatti, pesa la fattiva collaborazione con l’ex presidente della commissione Cultura del Senato, Franco Asciutti di Forza Italia. «Oggi la nomina sembra essere stata sollecitata dal presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti (diessina, ndr)», ha concluso il segretario della Uilbac.
La nomina di un direttore «bocciato» rappresenta, comunque, solo un capitolo della più ampia attività di rinnovamento dei vertici delle strutture collegate al ministero dei Beni culturali. Dopo i repulisti a Cinecittà Holding, Istituto Luce e FilmItalia, dopo la nomina di 18 vertici di enti lirici con Gigliola Cinquetti neoconsigliera dell’Arena di Verona, Rutelli è ora impegnato a risolvere il caso Arcus. Si tratta della società volta a promuovere le attività culturali beneficiando di una parte delle dotazioni della legge Obiettivo. Voluta dagli ex ministri Lunardi e Urbani, è stata commissariata la scorsa settimana dal vicepremier. A guidarla fino al prossimo settembre sarà Paolo Baratta, già candidato ulivista alla presidenza delle Ferrovie dello Stato. Ancora in ballo la designazione del nuovo cda Enit. D’altronde, l’attivismo di Rutelli ha una sua parziale giustificazione nella necessità di dover sfruttare la propria influenza. Nel campionato dello spoil system i Ds sono in netto vantaggio sui loro alleati.
Il ministro, comunque, terrà aperti musei e siti archeologici anche nel giorno di Ferragosto. È iniziata l’era dell’Unione ed è finito il tempo nel quale si gridava allo sfacelo.