Bocciati i tassisti romani: «Furbi e scurrili»

I taxi peggiori d’Europa? A Roma, purtroppo. Sono costosi, i conducenti non rispettano i limiti di velocità, tagliano i semafori rossi, imprecano contro il traffico, si lamentano per le corse troppo brevi, sono aggressivi ed effettuano lunghe deviazioni dal percorso con il tassametro che cresce a dismisura. Il resoconto dell’Eurotest realizzato in 22 paesi europei dagli Automobil Club europei è impietoso verso i conducenti della capitale: il loro servizio merita a malapena la sufficienza. Al contrario, premiano con un «buono» il servizio di Milano mentre consegnano la palma d’oro a Barcellona, dove i tassisti non hanno sbagliato quasi nulla. Ma torniamo a Roma, dov’è significativa la corsa test di un ispettore in incognito, munito di una lista di controllo, un navigatore satellitare, una macchina fotografica. L’uomo si è seduto in un’auto pubblica alla stazione Termini per uscirne con i capelli ritti alla Fiera di Roma. In questo tragitto, il conducente ha perso la rotta due volte, allungando la strada del 60 per cento e ha fatto lievitare il costo del tragitto a 69 Euro invece dei 62,90 euro indicati sul tassametro. Ma non è finita. L’auto, sprovvista di aria condizionata, aveva un motore molto rumoroso e un finestrino rotto. Ad abbellire l’atmosfera, fazzoletti di carta usati sparsi ovunque. Non bastasse, l’autista ha parlato al telefono senza viva-voce e ha ascoltato musica a tutto volume senza preoccuparsi di infastidire chi doveva trasportare. Anche i colleghi del disordinato conducente non sono invidiabili: spesso non conoscono una parola d’inglese, mollano il cliente lontano dalla destinazione, le ricevute a volte non sono corrette, qualcuno passa con il rosso o si attacca al cellulare senza ritegno. Pagare con carta di credito, poi, sembra una richiesta ultraterrena. A Differenza di Barcellona, dove si può salire in taxi senza l’incubo di non avere contanti. Unico neo degli spagnoli: la scarsa capacità a comunicare in inglese. Lingua non amata neppure dai conducenti di Milano che però sono stati promossi quasi a pieni voti per gentilezza, efficienza e correttezza. Peccato che qualcuno abbia ancora il vizietto di usare il cellulare mentre guida e non sappia consigliare un ristorante al cliente. Ma consoliamoci pensando ad Amsterdam, dove un ispettore è stato costretto a fare il tragitto con un altro passeggero e ha subito ogni tipo di deviazione. Oppure a Praga, dove il tassista si è fatto pagare in anticipo la corsa e ha sbagliato strada due volte. Non si salva neppure in Svizzera che vanta tariffe quattro volte più alte di Lisbona ma il servizio lascia a desiderare. E a casa nostra? Le città italiane sono tra quelle più «economiche», con tariffe pari a meno della metà di quelle europee più costose.