Bocciato il divieto di ricorrere contro gli assolti

da Roma

La Camera ha bocciato l’articolo 2 della proposta di legge sull’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento in primo grado. Applausi dall’opposizione, mentre la Cdl ha chiesto e ottenuto dal presidente Pierferdinando Casini che prosegua l’esame del provvedimento, sperando che il Senato ripristini la norma cassata.
Polemica anche sul disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. L’Ansa allarma tutti sostenendo che il governo ha reintrodotto il carcere da uno a tre anni e il pagamento di un'ammenda da 500 a 5mila euro per i giornalisti che pubblicano le conversazioni «spiate». Esplodono le polemiche, reagiscono dall’Udc alla Margherita e ai Verdi, ma poi il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, con una nota «smentisce categoricamente che tali misure siano contenute» nel disegno di legge. L’agenzia di stampa provoca a stretto giro anche la seconda smentita, in una nota della presidenza del Consiglio. «Nessun ripensamento da parte del governo in merito al disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche - dice palazzo Chigi -. Il provvedimento non è stato ancora sottoposto alla firma del presidente della Repubblica e quindi nessuno può averlo diramato. Nel provvedimento non è previsto il carcere per i giornalisti. Chiunque abbia riferito una notizia diversa lo ha fatto forse prendendo spunto da una vecchia proposta diversa rispetto a quella approvata nell’ultima riunione del Consiglio dei ministri». Per terzo arriva il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi: «La notizia è priva di ogni fondamento».
Secondo l’Ansa, che deve aver avuto per le mani un vecchio testo ormai sorpassato, l’esecutivo preparava un secondo giro di vite, sulla pubblicazione, «anche parziale o per riassunto o nel contenuto», degli atti di indagini preliminari e di quanto acquisito ai fascicoli del pubblico ministero o del difensore, puniti con carcere e ammenda. Fortunatamente, nulla di vero. Ma intanto le dichiarazioni erano già state trasmesse dalle agenzie.
Cauta quella di Erminia Mazzoni, responsabile Giustizia dell'Udc: «Eravamo e restiamo assolutamente contrari al carcere per i giornalisti». Violente le critiche dall’Unione. «Scandalosa marcia indietro, dice Enzo Carra (Margherita). Il verde Paolo Cento: «Il governo è in preda a un delirio autoritario. E Giampaolo Zancan, anche lui dei Verdi, di «ennesima schizofrenia» del governo. Tutto inutile.