Bocciato come pm premiato dall’Idv

Ha perso tutti i processi da lui istruiti tra i pochissimi che non si sono arenati prima ancora di giungere in dibattimento. Il Consiglio Giudiziario, che doveva esprimersi sulla sua nomina a magistrato di Corte d’Appello, il 18 giugno 2008, a proposito delle sue tesi accusatorie, ha scritto: «Sono cadute spesso per errori evitabili ed evidenziati dall’organo giudicante» e ha evidenziato che nei provvedimenti da lui adottati «si configurano violazioni manifeste di legge, ovvero si radicano prassi senza alcun fondamento normativo, come in materia di intercettazioni». Eppure Luigi De Magistris, nato a Napoli 41 anni fa, con le sue inchieste ha distrutto imprese, posti di lavoro e reputazioni. I nomi da lui coinvolti finiscono puntualmente sui giornali: tanti titoli ma zero condanne. E quando le inchieste vengono sottratte al pm, lui attacca i giudici e denuncia i colleghi che hanno respinto i suoi provvedimenti. Ora è arrivata la candidatura, dopo che il Csm ha deciso il trasferimento da Catanzaro e dalla funzione di pm. Bocciato dai colleghi e dalla legge, De Magistris è stato premiato dall’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.