Bocciato lo spoil system di Marrazzo

L’iter giudiziale per decretare illegittimo lo spoil system nell’ambito della pubblica amministrazione si è concluso: l’ultima parola, successiva al pronunciamento della Consulta di circa un mese fa, è stata quella del Consiglio di Stato che ha sancito la reintegra in servizio dell’ex direttore generale Domenico Alessio presso l’ospedale San Camillo Forlanini. Ora a cascata arriveranno i pronunciamenti per tutti gli altri direttori generali che, nell’agosto del 2005, il governatore del Lazio Piero Marrazzo aveva congedato inneggiando a quello stesso spoil system.
Così, tra una trentina di giorni - a sentire uno dei legali di Alessio, Giorgio De Santis - l’ex manager ritornerà in sella, mentre «se l’amministrazione regionale non volesse dar seguito alla sentenza - spiega - potrebbe incorrere nel reato penale non ottemperando ad una precisa richiesta dell’autorità giudiziaria. Per quanto riguarda il prosieguo è inevitabile che già dalla prossima settimana si attenderanno i provvedimenti per gli ex direttori Franco Condò dell’Asl Roma E, Patrizio Valeri dell’Asl Roma D, Carlo Mirabella e Benito Battigaglia rispettivamente delle aziende di Frosinone e Latina. Non dimentichiamoci della sorte che hanno seguito pure i direttori sanitari e amministrativi delle medesime aziende ai quali è dovuto il medesimo risarcimento». Già, perché se fino a oggi la giunta Marrazzo si sarebbe dovuta preoccupare dell’ipotesi di risarcire l’indennizzo degli arretrati e di fare fronte ad una eventuale richiesta di danni morali a coloro che aveva dichiarato incompatibili per una mera questione politica, adesso potrebbe essere costretta a preoccuparsi di rifondere gli stessi danni ai manager in carica. Potrebbe, perché il condizionale diventa d’obbligo quando si approfondisce l’interpretazione soggettiva dell’assessore alla Sanità Augusto Battaglia, che mira a mantenere la continuità: «Esprimo massimo rispetto per le decisioni della magistratura, ma ritengo fondamentale preservare il rapporto fiduciario tra il presidente della giunta regionale e i direttori delle aziende sanitarie».
Invece dal centrodestra non si può che levare un coro di plausi per la decisione sulla reintegra. Per Stefano De Lillo (Fi), vicepresidente della commissione Sanità alla Pisana «viene chiamato in causa l’intero metodo decisionale e decisionista imposto dal centrosinistra». Mentre dagli scranni di Camera e Senato c’è chi ne fa una questione di rigore morale come i senatori di An Domenico Gramazio e Andrea Augello, che sottolineano un’inevitabile e severa valutazione da parte della Corte dei Conti dei danni erariali prodotti dalla giunta Marrazzo se si verificasse il ritorno in sella di Domenico Alessio. E la giunta Marrazzo che fa? «Risulta che in queste ore - chiosa il segretario regionale Udc Luciano Ciocchetti - la giunta sia riunita in via straordinaria per commissariare il San Camillo. Se fosse vero sarebbe un fatto grave, una violazione di legge che avrebbe ripercussioni anche penali e contabili». La giunta ulivista, però, approvando il commissariamento dell’ospedale, impedirebbe la reintegra di Alessio.