Bocciato lo spot sul nucleare: troppo onesto

Non sapevo dell’esistenza di un Gran Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria, finché non ho appreso che avesse disposto la correzione di quello spot pubblicitario che invita gli italiani a riflettere sulla decisione, presa un quarto di secolo fa, di abbandonare la generazione elettrica da nucleare. Se tanto mi dà tanto, non si scappa: questo Gran Giurì deve essere uno di quei tanti enti, più pleonastici che inutili, che allietano la nostra società. Dice di adoperarsi per «assicurare che la comunicazione commerciale sia onesta, veritiera, corretta», il che sarebbe una lodevole cosa se non fosse che 1) bisogna avere una mente non poco contorta per aver ravvisato alcunché di disonesto, bugiardo o scorretto nello spot incriminato e 2) quello del Gran Giurì appare un impegno selettivo, visto che non mi risulta che alcuna azione sia stata intrapresa contro comunicazioni commerciali palesemente disoneste, bugiarde e scorrette.
Lo spot - lo avrete visto in molti - è quello ove alcuni giocatori di scacchi, conversando tra loro, prima manifestano opinioni discordi sul nucleare e poi, rivolti all’ascoltatore, gli chiedono: «E tu che opinione hai?», con lo scopo di indurlo a navigare nel sito web forumnucleare.it. Secondo i soloni del Gran Giurì, lo spot avrebbe dovuto invece concludersi con: «Noi siamo favorevoli al nucleare, e tu che opinione hai?». È un vero peccato che i curatori del sito si siano piegati alla cervellotica sentenza senza neanche provare a far valere il proprio diritto non solo a non avere alcuna opinione, ma anche a scegliere di non averla, o di non dichiararla, o di dichiararla difforme dal proprio pensiero. A quanto pare viviamo in una società ove c’è un tribunale che può ordinarti di dire cosa devi dire, sennò sei condannato a tacere. Per legge. D’altra parte, perché meravigliarsi? Viviamo in una società che trova normale - anzi necessario - intercettare le telefonate. Secondo il mio modesto parere, dovrebbero essere proibite. Tutte. Pensateci un attimo: accettereste che la polizia possa andare all’ufficio postale, aprire la posta a voi diretta, leggerla, fotocopiarla, richiuderla e farvela recapitare? Se non accettate questa intercettazione della posta, allora dovreste augurarvi l’abolizione totale - totale - delle intercettazioni telefoniche. È chiaro che sto facendo dell’accademia, visto che siamo ancora fermi allo spot pubblicitario. Un Galileo, che per compiacere ai suoi giudici è da costoro obbligato a dichiararsi favorevole al nucleare.
Facendo, con ciò sì, pubblicità ingannevole. Perché la vera verità è che forumnucleare.it non è favorevole al nucleare, avendo palesemente scelto di non esserlo. Basta muovercisi dentro, per verificarlo. Vi sono interventi di qualificati esponenti contrari alla tecnologia: dal prof. Balzani dell’università di Bologna, al Verde Gianni Mattioli, a Edo Ronchi, a rappresentanti di Greenpeace. Così come vi sono interventi di esponenti meno, o punto, qualificati ad avere parere, come Antonio Di Pietro, che in forumnucleare.it ha potuto vieppiù propagandare il suo referendum anti-nucleare. Se poi a chi legge l’intervento di Di Pietro venga voglia di neanche andare a votare (come farò io), la colpa è, direi, di Di Pietro, non del forumnucleare.it, che voleva essere neutro. Almeno fino all’ordine del Gran Giurì.
E torniamo al Gran Giurì (non so perché, ma a me le due parolette suscitano ilarità ed è per questo che le ripeto). Abbiamo spesso assistito a pubblicità ove veniamo invitati ad acquistare impianti fotovoltaici, allettati da montagne di monete d’oro che ne avremmo in ricompensa. Oppure ad acquistare azioni di aziende che, quotate in Borsa, vendono energia cosiddetta Verde. Orbene, senza timore di essere smentito, sono tranquillamente in grado di sostenere che sono, quelle, ingannevoli. Com’è che il Gran Giurì non ha avuto nulla da obiettare? Mi rendo conto che la domanda è destinata ad essere retorica, un po’ come chiedersi perché tante obiezioni a Berlusconi che ha stretto la mano di Gheddafi e Mubarak e nessuna obiezione a Napolitano, D’Alema, Prodi, Clinton o Zapatero per aver fatto lo stesso. Ma mi piace porla ugualmente, quella domanda.