La Bocconi a Shangai dà lezioni di «fashion»

Nicola Brillo

La cooperazione tra Europa e Cina passa anche attraverso la formazione e lo scambio di studenti e professori delle «capitali» della moda, Milano e Parigi. L’argomento è stato al centro del workshop sul «Management nel settore moda», che si è svolto allo Starring Building di Shanghai, sede dell’Università cinese Fudan. A trattare il tema è stata Stefania Saviolo, direttrice del «Master in Fashion & Design» alla Bocconi di Milano. Durante la giornata sono stati analizzati i problemi del settore tessile, con una particolare attenzione ai beni di lusso.
A Shangai le business school Bocconi, Essec Parigi e Fudan hanno, in pratica, messo nero su bianco a un’iniziativa che tende a promuovere la collaborazione tra il sistema italiano ed europeo e il gigante cinese.
Il «Building Competencies in Fashion & Luxury Management: a Eu-China cooperation», è infatti finanziato dalla Ue nell’ambito del programma Asia Link. Il progetto vede collaborare l’Università Bocconi di Milano (capofila in virtù del Master in Fashion Experience and Design Management della Sda), l’Essec Business School di Parigi e la Fudan University di Shanghai con l’obiettivo di creare, in Europa e Cina, competenze e profili manageriali innovativi sul tema del brand e fashion management. E questo avviene anche attraverso lo scambio tra studenti e professori dei Paesi interessati. Per un mese una quarantina di studenti della Bocconi si fermeranno a Shangai per approfondire tutte le tematiche dell’economia cinese.
L’attenzione per la situazione dell’Estremo Oriente e asiatica è presente da tempo con analisi, corsi universitari, studi e libri da parte della Bocconi. L’ultimo lavoro, redatto da Maria Weber, si intitola «Il dragone e l’aquila» e riguarda la sfida economica tra gli Stati Uniti e la Cina.