Il bocconiano che parla tedesco

Un altro bocconiano, un altro manager made in McKinsey. Cambierà tutto e cambierà poco in Intesa Sanpaolo se oggi verrà confermato l’arrivo al vertice di Enrico Tomaso Cucchiani. Che, come Passera, si è laureato all’Università Bocconi e si è formato alla McKinsey. In perfetta linea con il nuovo governo, tra l’altro, visto che con Mario Monti divide anche l’adesione alla Commissione Trilateral. Classe 1950, quasi cinque anni più di Passera, milanese, Cucchiani è sposato, non ha figli e con l’ex ad di Intesa divide anche la passione per il lago di Como: Passera c’è nato, Cucchiani lo frequenta da sempre nella bella casa di famiglia, a Bellagio. La moglie tedesca è un portato di una vita fatta di relazioni internazionali iniziate fin dal master a Stanford e affinate da incarichi in tutto il mondo. Per la sola Allianz, di cui è consigliere di gestione con la responsabilità di Vecchio Continente, Sudamerica e Africa, siede in cda di mezza Europa. E questo è l’elemento che più ha convinto Bazoli, in cerca per Intesa di un manager che sappia cogliere presto le opportunità estere. E le attività che già Intesa detiene nel mondo.
In Allianz, partendo dal Lloyd Adriatico, Cucchiani ha costruito la sua carriera negli ultimi 15 anni. Maturando sia esperienze di «rete», sia rapporti bancari (era lui il rappresentante del gruppo Allianz tra i soci privati dell’Antonveneta prima della scalata Abn). Per questi motivi Cucchiani era già da tempo una risorsa vicina a rientrare in Italia ad alto livello. L’anno scorso sembrava a un passo dal sostituire Profumo in Unicredit, dove siede nel cda. Sul tema si sono lette anche alcune intercettazioni con Luigi Bisignani, gran tessitore di equilibri nella politica e nella finanza finito nell’inchiesta cosiddetta P4. Ma di Cucchiani si era parlato anche per le Generali attribuendo, a torto o a ragione, il desiderio dell’allora presidente Cesare Geronzi di riportare il manager milanese a Trieste (dove ha sede anche il Lloyd). Alla fine, invece, lo ha scelto Bazoli. Con lui non dovrebbe avere problemi il gran capo del corporate, Gaetano Micciché; mentre è dato per meno entusiasta il direttore generale vicario Marco Morelli, che si occupa della Banca dei Territori. Nella quale Cucchiani vorrà senz’altro dire la sua.