Con Bocelli e la Domashenko la «Carmen» può dare di più

Quando si diede Carmen per la prima volta, il direttore del teatro era propenso a consigliare di lasciare a casa mogli e figlie: era uno scandalo di libertà. È un’opera che porta brividi, vertigini e coltellate di dolore. Adesso ne esce una nuova da scaffale, dove ognuno dei cantanti sembra elaborare modelli memorabili e tranquilli. Canta Bocelli, voce sempre toccante, ma con troppa preoccupazione di fare il grande tenore, forse se si sbrigliasse alla brava ci darebbe di più. Eva Mei e persino Bryn Terfel indugiano. Il direttore Chung è rispettoso, educato e svagato. Se Marina Domashenko buttasse veramente un fiore a un uomo per sedurlo come quando da Carmen fa perdere la testa a Don José, probabilmente l'uomo risponderebbe: «Parliamone».

Bocelli, Domashenko Carmen (Decca 2 cd)