Body building e viaggi per rilanciare il Convitto

(...) il beneficiario di una operazione compiuta dai vertici della Regione per salvare la scuola in crisi di iscritti. Assemblee degli studenti e riunione dei genitori imbestialiti (una sabato al Cassini). Da lì la decisione di Olmi di uscire allo scoperto e raccontare, carte alla mano, la sua storia. Una storia di gloria e onori per il convitto che nei suoi quasi quattrocento anni di vita ha avuto l'onore di ospitare Giuseppe Mazzini e i fratelli Ruffini. Gloria che è durata fino a pochi anni fa, fino a quando il Colombo «era considerato il Liceo scientifico di tutta Castelletto e dei quartieri limitrofi».
Il primo colpo di piccone è arrivato dalla legge sull'edilizia scolastica (numero 23 del 1993) che delegava alle Province gli oneri per la fornitura e la manutenzione degli edifici di istruzione superiore compresi i convitti. «Ma sul convitto Colombo la Provincia di Genova non ha mai firmato la convenzione», spiega Olmi. Il risultato è che da 14 anni la scuola deve pagarsi il riscaldamento, la luce e la manutenzione coi soldi delle rette dei convittori. E non solo per sé, ma anche per l'adiacente liceo classico, quello sì della Provincia, visto che l'impianto di riscaldamento non è separato.
Non solo. In questa situazione assurda il Convitto non riesce neanche a far approvare il progetto di messa in sicurezza di alcuni locali (progetto finanziato dall'Inail dopo il caso dello studente di Torino morto a causa del crollo di un controsoffitto) perché la Provincia non firma i lavori. Ma il meglio deve ancora venire. «Il 20 dicembre 2005 la Regione recepisce alcune indicazioni della Provincia e approva un Piano regionale di dimensionamento scolastico che di fatto cancella dalla carta del sistema di istruzione cittadino il Colombo accorpandone le scuole elementari, medie e superiori alle istituzioni limitrofe», racconta il preside. Il tutto si spiega forse col «Programma triennale delle opere pubbliche» approvato nel 2006 dalla stessa Provincia che prevedeva nei locali del Convitto Colombo «la realizzazione di strutture alberghiere per docenti e ospiti, alloggi per studenti nonché un parcheggio interrato multipiano per circa 200 posti con ingresso indipendente a servizio della città».
Il piano va a monte grazie al ricorso al Tar della Liguria nel 2007 di alcuni genitori. «Sono questi i motivi dei cali di iscrizioni negli ultimi 4 anni da parte delle famiglie», conclude Olmi che ha accettato l'incarico di preside del Colombo proprio - recita il contratto - «per rilanciare l'istituzione educativa». «Non certo deportando gli studenti da altri istituti ma attraverso la nostra offerta formativa», precisa (rimandando al mittente tutte le accuse) Olmi ben deciso a rilanciare l'istituto non solo a livello cittadino ma internazionale.
Si va dal progetto ministeriale «Il milione» che prevede scambi culturali con la Cina, al programma rivolto ai genovesi emigrati che vogliono far studiare i loro figli nella loro terra di origine. Senza contare la possibilità per i ragazzi delle vallate genovesi di poter studiare in un convitto a pensione completa, con due palestre e body building. Un programma che Olmi ha presentato ai sindaci della Valfontanabuona e della Val D'Aveto lo scorso 23 gennaio e che potrebbe legarsi, tra l'altro, al rilancio dell'entroterra.