Boehner nuovo speaker della Camera

Sessantuno anni, deputato dell’Ohio, John Boehner è capogruppo dal 2007 dei repubblicani. Sarà lui il
maggior rivale di Obama nei prossimi due anni come <em>speaker </em>della Camera dei rappresentanti

Washington - Ha festeggiato il successo del partito repubblicano senza riuscire a trattenere la commozione. Ha pianto dalla felicità John Boehner, leader del Gop alla Camera dei rappresentanti e nuovo speaker (presidente) in pectore al posto della liberal Nancy Pelosi. "Battersi per la libertà e fare la differenza": questo è il motto presente, in bella vista, sul sito internet di questo sessantenne dall’abbronzatura impeccabile - tanto da essere stato definito "un uomo di colore" dallo stesso Barack Obama. Tocca a lui il compito di parlare a nome dei vincitori delle elezioni di Midterm. Vincitori a metà, visto che se alla Camera il Gop ha sfondato, al Senato (dove si votava per rinnovare un terzo dei componenti) la maggioranza è rimasta ai democratici. 

"Il sogno della mia vita" "Ho passato tutta la mia vita - ha detto Boehner a caldo subito dopo l'uscita dei risultati - inseguendo il sogno americano". Con la voce rotta dall’emozione Boehner ha aggiunto: "E' chiaro chi sono i vincitori stanotte: è il popolo americano. Per troppo tempo Washington ha fatto ciò che è meglio per Washington e non ciò che è meglio per il popolo americano. Stasera - ha promesso - si comincia a cambiare".

Dirigente d'azienda La biografia pubblicata sul web informa che Boehner "vuole uno Stato meno presente e più responsabile" ed è un "difensore infaticabile della libertà e della sicurezza", nonché delle "piccole imprese": d’altronde, vanta un passato da dirigente d’azienda.

Trascorsi politici Eletto per la prima volta al Congresso nel 1990, ha trascorso gli ultimi due anni denunciando la politica economica "assassina di posti di lavoro" dell’Amministrazione Obama, di cui critica soprattutto il deficit di bilancio attribuito alla crescente statalizzazione dell’economia. Boehner si è trovato spesso nell’occhio del ciclone per le sue dichiarazioni spesso sopra le righe, come quella secondo la quale la riforma della regolamentazione finanziaria dei mercati voluta da Obama equivaleva a "uccidere una formica con un ordigno nucleare".