Boeri si scorda dell’Expo: Italia a secco in Cina

nostro inviato a Shanghai

La parola d’ordine è «popolare». Un evento «per tutti, e capace di attrarre soprattutto le famiglie». Il sindaco, nella veste di commissario straordinario dell’Expo 2015 a Milano, oggi a Shanghai raccoglierà il testimone durante la cerimonia di chiusura dell'edizione 2010. Better city, better life, il tema che in Cina ha attirato più di 70 milioni di visitatori in quello che assomiglia ad un gigantesco luna park. Il capoluogo deve ragionare su numeri possibili, circa 20 milioni di persone, ma tradurre in una versione acchiappa-masse il tema del 2015 «Alimentazione per tutti, energia per la vita» sembra un’impresa. Letizia Moratti la definisce invece «una sfida». E come il governatore Roberto Formigoni nei giorni scorsi, sottolinea che il cibo e la fame nel mondo sono il punto di partenza ma «si potrà declinare in tanti modi». Sbarcata ieri a Shanghai per presentare il dossier di candidatura agli Stati membri del Bie e promuovere l’immagine di Milano nel mondo («è il centro del design, della moda, capitale di innovazione, economica e finanziaria» tra i passaggi del suo discorso), ha visitato anche il padiglione Italia, tra i più ammirati con oltre 10 milioni di ingressi in sei mesi. Tutti attratti dalle eccellenze del made in Italy in vetrina, dalla Ferrari alle collezioni di alta moda. Una vetrina di quello che il sindaco ha provato a riassumere ieri alla platea internazionale del Bie. E non è un caso che anche i concorrenti stranieri ieri siano rimasti molto sorpresi dalla totale assenza dell’Italia tra i premiati agli «Expo Award», «Bie Award» e «Cosmos Pride» nella cerimonia che si è svolta nella Golden hall dell’Expo center. Sul palco sono saliti ad esempio l’Arabia Saudita e la Spagna. A rovinare la festa al Paese, ma specialmente a Milano che giocherà in casa la prossima edizione, sembra sia stato un incidente diplomatico. I delegati della giuria internazionale nell’ultimo mese hanno battuto a tappeto gli oltre 200 padiglioni dell’Expo, per scegliere il top dal punto di vista del design, dei materiali e delle svariate categorie oggetto dei premi. Il palazzo tricolore sarebbe finito facilmente sul podio, se non fosse che l’unico membro rappresentante dell’Italia in giuria ha snobbato i lavori, non si è mai presentato, troppo impegnato com’è forse nella campagna elettorale per le primarie, visto che risponde al nome dell’architetto Stefano Boeri, candidato del Pd a fare il sindaco di Milano. Quello in carica non ha fatto commenti, ma ha pensato (almeno lei) a promuovere la città, seppure all’Expo cinese sia arrivato solo a due giorni dalla fine. Nei giorni scorsi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha raccomandato alle istituzioni di ragionare non su un evento gigantesco ma all’altezza delle possibilità e delle risorse. E di «correre». Ma la Moratti puntualizza: «Stiamo rispettando la tempistica, ma sulle aree si può cominciare a lavorare solo dopo il 23 novembre quando avremo completato la registrazione al Bie, è il regolamento». Poi «inizieremo a realizzare concretamente e vorrà dire anche nuovi posti di lavoro, che aumenteranno a ridosso dell'evento». E l’Expo «non sarà solo concentrata sul sito, ma avremo tanti eventi sul territorio e per promuoverla lanceremo pacchetti turistici». Dopo che la Camera di commercio ha «prestato» alla Cina dal 2006 i suoi esperti in gestione di eventi complessi, Shanghai finita la partita ricambierà il favore. Oggi al passaggio di consegne il sindaco, Formigoni il presidente della provincia Podestà e l’ad Giuseppe Sala. Dopo, l’avventura inizierà davvero.