Boeri vuole un Ambrogino anche per Cattelan

POLEMICA dopo il Dito medio in piazza Affari. L'assessore propone di tagliare i patrocini e lancia i concerti in casa. Ieri l'incontro con Resca per la Grande Brera. L'archistar: "Preoccupa più la sintonia fra enti che i fondi"

Immediata, visto che si avvicina la scadenza, c’è la candidatura di Maurizio Cattelan all’Ambrogino d’oro. «É un milanese d’adozione e sarebbe un giusto riconoscimento» sostiene l’assessore alla Cultura Stefano Boeri. Ma dopo quella del Dito medio in piazza Affari, sembra un’ennesima provocazione. «Darebbe il colpo di grazia alla credibilità del premio destinato sa chi contribuisce alla grandezza della città - protesta il capogruppo Pdl Carlo Masseroli, primo nemico dell’opera davanti alla Borsa - . Cattelan potrebbe meritare un premio alla furbizia, e forse l’assessore lo propone per avere a sua volta visibilità». Quelle che ieri Boeri ha presentato in commissione invece sono le strategie di medio-lungo periodo per il settore cultura ed eventi. Con qualche idea ardita, come la «concertazione domestica». E intende una giornata in cui «cento-duecento pianisti aprono le loro porte di casa ai milanesi per concerti diffusi in città». O quella, accogliendo la richiesta del consigliere di Sel Luca Gibillini, di aprire il parco delle Basiliche anche dopo le sette e mezza di sera: «Nel principio sono favorevole ma bisogna capire come realizzarla». I residenti del quartiere sono sulle barricate, difendono la cancellata con tutte le forze preoccupati che riaprire il parco si traduce in spaccio e degrado come tanti anni fa.
Sul progetto della Grande Brera proprio ieri mattina ha avuto un incontro con il commissario straordinario Mario Resca, la soprintendente della Lombardia Caterina Bon Valsassina, quella per Brera Sandrina Bandera, il presidente dell’Accademia delle Belle arti Salvatore Carrubba, «É stata confermata e condivisa da tutti l’urgenza di un piano di fattibilità che indichi chiaramente tempi e costi per la realizzazione del progetto - riferisce Boeri -. É una precondizione necessaria per attrarre capitali pubblici e privati, indispensabili per portare ampliare gli spazi dedicati ad Accademia e Pinacoteca». L’uso della caserma di via Mascheroni e di Palazzo Citterio oltre a quelli già occupati in via Brera renderà disponibili circa 50mila metri quadri per la nuova Grande Brera. Ma «il problema dei fondi esiste, è vero, ma quello principale è la voontà di tutti a collaborare sul progetto, finora non c’è stata sintonia fra i soggetti coinvolti» afferma l’assessore.
Tra i progetti per la cultura anticipati ai consiglieri c’è l’ipotesi di candidare Milano a Capitale europea per la cultura nel 2019, la volontà di dare un taglio ai patrocini comunali «per recuperare la dignità del logo, basta con le concessioni a pioggia», l’idea di biglietti scontati per i musei («e anche per l’Alta velocità» tra Milano, Torino e Bologna. A novembre presenterà anche un piano per Palazzo Reale: «A costo di fare meno mostre dobbiamo ridargli una fisionomia, non può ospitare fotografia, scultura, arte contemporanea solo perchè pagano i privati. Occorre una regia per la programmazione e inviteremo gli sponsor che ci stanno a collaborare». E a proposito di opposizione costruttiva, li hanno offerto una consulenza a costo zero i consiglieri ed ex assessori Alessandro Morelli (Lega) e Mariolina Moioli (Milano al centro).