Boffi, settant’anni di cucine e design

Si chiama «Liquid Space» ed è un seducente libro-oggetto: allo stesso tempo saggio di costume, volume fotografico, oggetto da collezione e anche di design, grazie alla misteriosa copertina-contenitore in plastica nera e trasparente. Ma «Liquid Space» (edizioni Electa, 184 pagine con 250 illustrazioni, 80 euro) è soprattutto il volume che vuole celebrare a suo modo i primi settant’anni della Boffi, l’azienda brianzola produttrice di mobili che nel secondo dopoguerra si è incaricata di anticipare tutte le mode e le soluzioni tecniche divenendo alfiere del made in Italy. Basti dire che due prodotti Boffi sono anche esposti al MoMa di New York. Il libro, che contiene un saggio dello scrittore e designer Stefano Casciani, intitolato «Abitare nella società liquida», è stato presentato nei giorni scorsi nel negozio Boffi di via Barberini, esempio di «flagship store» creato da Boffi in joint-venture con imprenditori locali. Nell’affascinante spazio romano, 400 metri quadrati su progetto di Piero Lissoni, art director e designer dell’azienda, Paolo Boffi ha ripercorso settant’anni di cucine e idee sempre innovative. Tra i presenti, oltre a Lissoni, gli chef Heinz Beck e Filippo La Mantia e l’architetto Odile Decq, che sta realizzando il Maxxi di via Guido Reni.