A Bogliasco c’è la sagra dell’asado e il pesce fritto emigra a Montoggio

Franco Crosiglia

Grigliata di carne in riviera e frittura di pesce sui monti. È l'insolita proposta di questo fine settimana di sagre alle porte di Genova.
Mentre a Bogliasco, nella frazione di Sessarego, si svolge oggi e domani a partire dalle 19 la tradizionale sagra dell'asado (organizzata, con tanto di orchestra, dalla parrocchia e dal comitato festeggiamenti di Sessarego) a Montoggio si inaugura la prima sagra del pesce in collaborazione con la proloco di Camogli. Niente trote o altri pesci d'acqua dolce pescati nelle acque dello Scrivia. Ma vero pesce azzurro del Golfo Paradiso infarinato e fritto dai montoggini nell'autentico padellone di Camogli.
La maxi padella dei record (quasi quattro metri di diametro e 26 quintali di peso) è stata infatti trasportata ieri nella piazza del municipio di Montoggio dove oggi inizierà, a partire dalle 19 e trenta, la distribuzione della gustosa frittura. Fanno parte del menù anche trofiette al pesto, bruschetta del marinaio e due dolci. «Si tratta di due dolci tipici di Camogli e Montoggio, i camogliesi e i canestrelli di castagne, che sono stati da poco inseriti nell'elenco del Ministero dell'Agricoltura. I camogliesi sono molto conosciuti, meno i canestrelli che però sono una vera prelibatezza», spiega il vice sindaco Nino Teso. Per l'occasione, che viene replicata domani a mezzogiorno, è prevista anche musica dal vivo.
Ideata nel 1952, in occasione della prima sagra del pesce di Camogli (nata per festeggiare il patrono locale, San Fortunato), la maxi padella non è nuova a trasferte in Italia e anche fuori. La prima uscita risale al 1956 quando fu trasportata a Passignano in Umbria. L'anno dopo fece addirittura una tournee in Francia e Belgio alla presenza di re Baldovino. Nel 1959 però cadde in mare. Ne fu costruita una seconda e poi una terza andate anch'esse in disuso. L'attuale padella non è più di ferro come le precedenti, ma di acciaio inossidabile. Commissionata a una ditta di Parma, la sua fama ha superato i confini continentali tanto che a Yokohama, in Giappone, ne è stata realizzata una copia su autorizzazione camoglina in occasione del suo quarantennale.