Da Bogliasco a Lima, il raduno dei Sessarego

A Bogliasco dicono che quelli di Sessarego (la frazione soprastante il paese) hanno la testa dura, nel senso che se si mettono in testa qualcosa difficilmente non raggiungono lo scopo prefissato. E tale possiamo dire che sia Luca, ovviamente Sessarego di cognome, che da qualche anno si è messo in testa di radunare nel piccolo borgo i tanti Sessarego sparsi nel mondo: dai vicini residenti a Genova, a quelli trasferiti in tempi più o meno lontani in altri paesi della Liguria, del Nord Italia, d’Europa, del mondo. Luca ha fondato un’associazione «I Sessarego nel mondo» che vanta già decine e decine di aderenti; sta organizzando il raduno programmato per il prossimo giugno; inoltre spinto da curiosità e dal desiderio di conoscere la realtà degli emigrati, nei mesi scorsi ha fatto due viaggi in Sud America per vedere chi sono e come vivono i discendenti di coloro che cento e più anni or sono lasciarono Sessarego per cercare fortuna nella «Merica».
È partito, non proprio con la valigia di cartone come partirono cent’anni fa tanti suoi concittadini, ma, aiutato dalla rete di Internet, ha incontrato decine di discendenti di suoi compaesani. In versione moderna, dagli Appennini alle Ande, Luca non è andato alla ricerca della madre malata come il deamicisiano Marco, ma ha cercato coloro che Sessarego l’hanno nel sangue, e che vogliono conoscere quel borgo dal quale traggono le antiche radici.
Lo scorso settembre il viaggio in Argentina, dove Luca, oltre a studiare lo spagnolo, ha avuto modo di incontrare tanti Sessarego. Il viaggio è culminato in una riunione presso il ristorante Banchero (tanto per cambiare un cognome genovese) nel quartiere della Boca, dove ai tempi delle grandi migrazioni si stabilì la maggior parte dei genovesi. All’epoca la Boca era una seconda Genova: situata alla confluenza tra il fiume Riachuelo ed il Rio de la Plata, favoriva l’installarsi dei genovesi storicamente dediti alle attività marittime. Qui, fino alla prima metà del secolo scorso, si sentiva parlare il nostro dialetto e si mangiava la farinata come in Sottoripa, farinata che ancora oggi viene preparata con una ricetta identica a quella nostrana e che tutti chiamano fainà. All’incontro nella Boca hanno partecipato diversi nuclei familiari oltre 40 persone discendenti dirette di emigranti «Sessarego», la maggior parte provenienti da Buenos Aires o dal suburbio, ma alcuni provenienti anche da altre città, come La Plata, Chivilcoy, Lincoln e Cordoba.
In totale durante la permanenza in Argentina Luca ha incontrato ben 75 discendenti dei «Sessarego», per molti dei quali ha poi potuto ricostruire alberi genealogici e ritrovare negli archivi di Bogliasco documentazione relativa ai loro antenati.
Non pago di ciò, in febbraio Luca ha nuovamente sorvolato l’Atlantico ed in Perù, a Lima, ha riunito in un incontro quasi 80 persone provenienti da diverse parti del paese, come Chincha nel sud e Huacho nel nord, oltre che dalla stessa Lima. Ha potuto individuare in Perù circa una decina di rami familiari differenti facenti capo a dieci differenti emigranti a nome Sessarego. E poi in Cile, dove in vari incontri, a Santiago e a Valparaìso ha potuto conoscere una quarantina di persone, tra le quali Luca è rimasto colpito da Miss Cile 1999 Andrea Muñoz Sessarego.
Egli ha potuto così porre le basi per il raduno di giugno per il quale prenotazioni da oltreoceano sono già vicine al centinaio. Ma naturalmente altre centinaia si aspettano dalla Riviera, da Genova e da tutta Italia.