Bogliasco rifà il fondovalle

Anno nuovo. E lista per le assegnazioni delle case sempre è più lunga. Anno nuovo. E lista per le assegnazioni delle case sempre è più lunga. È la denuncia di Aldo Praticò, capogruppo in consiglio comunale di Alleanza Nazionale: il meccanismo per l'assegnazione sarebbe troppo lento per soddisfare le reali esigenze di chi, ormai da tempo, sta aspettando un tetto. Secondo quanto assicurato dall'assessore alla casa, Bruno Pastorino, la nuova graduatoria è in arrivo. Sarà resa pubblica il 30 gennaio. Con un ritardo di più di tre mesi sulla tabella di marcia.
In pratica, ogni anno, il Comune di Genova crea il bando per l'assegnazione degli alloggi di sua proprietà. Le domande presentate a febbraio 2008 sono state 3200. Di queste, ne sono state soddisfatte circa un trenta per cento. Gli altri? Possono ripresentare domanda per il bando successivo. E, intanto, un altro anno passa. «Il lavoro è lungo - ha ammesso l'assessore Pastorino -. Occorrono circa nove o dieci mesi per analizzare tutte le domande». Non solo. Gli «scartati» dal bando, l'anno dopo, si trovano in lista con i nuovi richiedenti. «Altri 365 giorni senza un alloggio, dormendo dai parenti o in macchina - osserva Aldo Praticò -. La situazione è grave». A circa un anno dal bando, poi, esce la graduatoria con i nomi dei fortunati che sono rientrati nei criteri per l'assegnazione della casa. L'ultima graduatoria con la lista delle attribuzioni è uscita, ancora provvisoria, a novembre 2007. «L'ultima volta che ho sollevato questo problema, l'assessore Pastorino mi aveva assicurato che a settembre sarebbe uscita la nuova graduatoria - racconta - . Siamo dovuti arrivati alla fine di gennaio per vederla». I dipendenti comunali che gestiscono le domande per gli alloggi sono 25. Gli stessi che hanno chiesto all'assessorato di informatizzare la loro sezione per poter diminuire i biblici tempi d'attesa. «In più, se uno sfratto diventa effettivo poco prima della scadenza del bando, non ci sono i tempi necessari per presentare immediatamente domanda - dice Praticò -. Bisogna attendere fino al bando successivo: un anno e mezzo dopo».