Bogliasco, svolta a sinistra: Pastorino «scioglie» Peruzzi

Il candidato dell’Unione ribalta le previsioni della vigilia e batte il titolare della storica gelateria

Franco Crosiglia

Alla fine non ce l'ha fatta. Adelio Peruzzi, il «re dei gelati», non sarà al governo di Bogliasco per la quarta volta consecutiva (è stato due volte sindaco e vicesindaco nell'amministrazione uscente). Bogliasco torna al centro sinistra con Luca Pastorino, consulente finanziario di 35 anni, che con la lista «Unione per Bogliasco», conquista il municipio. Il verdetto sta tutto in 192 voti su 2915 voti validi (gli elettori erano 4.250 di cui 2.017 maschi e 2.233 femmine). È uscito eletto Pastorino che ha raggiunto quota 1352 con una percentuale del 46.3 per cento. Una percentuale (maggioranza relativa) che garantisce a Pastorino la poltrona di sindaco visto che Bogliasco ha meno di 15 mila abitanti e quindi non è previsto il ballottaggio. Adelio Peruzzi, che si presentava con la lista civica sostenuta da tutti i partiti della Casa delle libertà «Peruzzi per la gente», ha ottenuto 1160 voti. Non sono riusciti a imporsi neanche gli altri due candidati che, saliti alla ribalta della politica bogliaschina attraverso il comitato sorto per bloccare la costruzione di un autosilo sotto la scuola, hanno tentato la scalata alla massima carica cittadina. Gisella Dapueto («Noi con Gisella») e Serafino Fracas («Con la gente di Bogliasco») si sono fermati rispettivamente a 160 e 245 preferenze. Ben al di sotto delle aspettative della vigilia visto che il comitato aveva raccolto oltre 1200 firme.
Ma la vera novità sta tutta nell'affluenza alle urne che nella tornata elettorale di ieri è stata al minimo storico degli ultimi tempi. Ed è stato proprio il partito degli astenuti il vero protagonista della giornata con quel «misero» 69 per cento di cittadini che hanno esercitato il diritto di voto in un paese in cui la partecipazione elettorale supera abbondantemente l'80. Un dato ancora più rilevante se si fa il confronto con le politiche di un mese fa dove oltre l'86 per cento aveva posto la propria scheda dentro l'urna. Elezioni politiche che anche dal punto di vista del risultato facevano pensare a un'affermazione alle amministrative del centrodestra vista la maggioranza risicatissima ottenuta dall'Unione. Solo 51 voti di differenza alla Camera e 44 al Senato. «Una situazione di quasi parità che alle politiche c'è sempre stata a Bogliasco, ma che di norma veniva compensata dai candidati delle liste civiche e in particolare dal carisma personale di Peruzzi» spiega adesso Elvana Tassinari, assessore al bilancio dell'amministrazione uscente di Pietro Canepa.
Bogliasco torna così al 1993, quando Peruzzi, incalzato da più parti, aveva deciso di scendere in campo sostenuto essenzialmente dalla Lega nord. Era sindaco il pittore Raimondo Sirotti. Da allora il centrosinistra non ha più governato. Fino a oggi, quando il testimone passa a Pastorino.