Il boia di Ludwig invia curricula: a gennaio è libero

Marco Furlan è sempre stato uno studente modello. Maturità scientifica, laurea a pieni voti in Fisica e poi in Ingegneria. Vive in una casa popolare dell’Aler di Milano, lavora come consulente in un’azienda di informatica e, rivela il Tribunale di sorveglianza che ad aprile gli ha concesso l’affidamento ai servizi sociali, «non ha mai mancato all’appuntamento un solo giorno». Di più, ora che quel contratto gli sta per scadere, «per trovare un impiego sta inviando moltissimi curricula». Marco Furlan oggi ha 48 anni, ed è il ragazzino veronese che nel 1977 insieme all’amico di origini tedesche Wolfgang Abel diede vita alla formazione neonazista «Ludwig». Quindici omicidi – tra nomadi, omosessuali prostitute e sacerdoti – fino al doppio arresto nel 1984: più che di terrorismo, fu il caso unico al mondo di una coppia di serial killer.
A inizio gennaio, ha rivelato il Corriere di Verona, Furlan sarà di nuovo un uomo libero. Non è la prima volta, del resto, da quando lui e Abel furono scoperti con una tanica di benzina in una discoteca del Mantovano: volevano incendiare il locale durante la festa di Carnevale. Nel 1991, mentre si trovava in soggiorno obbligato a Padova in attesa della sentenza definitiva, Furlan riuscì a fuggire. Dieci giorni dopo la Cassazione confermò la condanna a 27 anni di carcere, grazie all’attenuante della seminfermità mentale. Venne arrestato di nuovo nel 1995, dopo 4 anni di latitanza, a Creta. In tutto, Furlan ha scontato 19 anni scarsi. Poco più di un anno per ogni persona che ha ucciso.
La prima vittima di Ludwig fu un nomade, cosparso di benzina e bruciato in una notte d’agosto a Verona. Da qui la catena di esecuzioni per «purificare il mondo» – come i due killer scrivevano nelle loro rivendicazioni – da omosessuali, drogati, prostitute e preti colpevoli «di tradire il vero Dio». Nel mezzo, due stragi. Al cinema Eros di Milano, nell’83: sei spettatori di un film porno carbonizzati. E alla discoteca Liverpool a Monaco di Baviera, nell’84: una ragazza uccisa e sette ustionati gravi.
Abel deve scontare ancora due anni. Fra un mese Furlan sarà libero, senza restrizioni. In internet, intanto, decine di siti sono dedicati alla memoria di Ludwig. Ce n’è uno che definisce la coppia di omicidi «due bravi ragazzi attivi nel sociale».