Boitano contro chi viola i regolamenti interni

Polemica no, ma dibattito sì, eccome. Anzi, più che altro chiarezza. Giovanni Boitano, coordinatore provinciale di Forza Italia, non nasconde che all’interno del partito qualche «diversità di vedute» c’è stata.
Cosa è successo?
«Tutto è nato dalla storia delle cene romane dei parlamentari».
Addirittura. E cosa c’è di male?
«Che non sono previste dallo Statuto. E generano confusione. In questo momento è importante non fare errori, e l’unico modo è attenersi a quelle che sono le regole».
La colpa dei commensali?
«Appunto quella di aver creato malumori nel partito in un momento in cui c’è bisogno di dare subito risultati concreti».
Ma lo Statuto che non prevede le cene è quello di Forza Italia, lì si parla di incontri del Pdl?
«Io comunque ho sentito più distinguo che adesioni tra i vari parlamentari. E quanto al Pdl, non mi risulta che al di là del momento elettorale, ci sia un partito unico».
La strada è quella, no?
«Sento anche voci secondo cui non si farà mai. E allora è meglio restare alle certezze che si hanno in questo momento».
Ognuno a casa sua?
«Sì, An e Forza Italia restano due partiti diversi, anche negli enti locali i gruppi sono separati, nessuno ha ancora fatto il gruppo unico. E io che sono uomo di partito resto legato e fedele allo statuto del mio partito».
Però ci sono comuni in cui è stato imposto, magari proprio da Forza Italia, il gruppo unico e altri in cui si continua a marciare divisi?
«Dove prima del voto c’erano gruppi separati sono rimasti tali, dove ci si è presentati uniti abbiamo deciso di restare uniti. Certo, ci può essere un po’ di confusione ma al momento non ho ricevuto alcuna circolare che mi dica che devo far parte del Pdl o devo comportarmi come se esistesse già».
Al comitato regionale si è discusso anche di questo?
«Ognuno ha detto la sua in piena chiarezza, chi a favore di un’accelerata verso il partito unico, chi invece in difesa del rispetto rigido dell’attuale statuto».
Insomma, solo le cene vi hanno fatto litigare?
«Parliamo di confronto, e comunque nessuno al comitato ha mai espressamente citato le cene romane, ma in ogni intervento aleggiavano i riferimenti».
Cosa c’è da fare adesso?
«Quello per cui i cittadini hanno eletto i nostri parlamentari: dare risposte concrete e immediate ai loro problemi. Sicurezza, tasse, privacy, ma anche tutti quei problemi che il territorio fa presente di volta in volta ai suoi rappresentanti».