Bojan, il rom ripudiato finito in una baracca

Gaetano Ravanà

da Agrigento

Il commando dei killer è partito dal campo nomadi di Agrigento dove nessuno, tra le forze di polizia, conosce il numero esatto dei presenti. Negli ultimi tempi, sono arrivati una ventina di nuovi ospiti dalla provincia di Bergamo. L’ultimo censimento, che risale all’agosto 2003, recita che nel campo nomadi vi sono 60 bambini da pochi mesi a 14 anni, e 5 ragazzi tra i 16 ed i 18 anni. Diverse organizzazioni di volontariato si sono occupate degli slavi di contrada Gasena. Don Arcangelo Biondo, sacerdote dell’Opera di Don Guanella, è stato tra i più attivi, con lo sguardo rivolto soprattutto ai bimbi. «Abbiamo cercato di fare il possibile - dice - per la loro integrazione. Ma è difficile».
Abitava in una baracca in legno fatiscente del campo di Gasena, assieme alla compagna, alla mamma e il nonno, Bojan Nikolic, il diciannovenne ucciso dall'imprenditore peloritano nel corso della rapina a Taormina. Era lui ad avere il telefonino satellitare che è servito per preparare gli ultimi momenti prima della rapina. Le indagini delle forze dell'ordine si sono rivolte immediatamente ad Agrigento e a quel campo nomadi dove in passato diversi rom sono stati arrestati per furti nei villini della Sicilia orientale. I carabinieri del comando provinciale di Agrigento, subito dopo che è stato identificato Nikolic, hanno effettuato un vero e proprio blitz al campo. Sono stati sentiti i familiari del giovane, che hanno cercato di difenderlo: «Abitavamo nel centro storico della città - dice la madre piangendo - ma la gente del luogo non ci ha voluti. Se non ci fossimo trasferiti qui, mio figlio non avrebbe fatto questa triste fine». In effetti, alcune famiglie rom, quasi tutte di origine serba, fino a qualche mese fa risiedevano nel quartiere arabo di Agrigento. Ma la popolazione del luogo li ha fatti allontanare perché tenevano sempre sporco il quartiere e turbavano la quiete pubblica anche in piena notte.
Le famiglie rom, ospiti al campo Gasena, vivono alla giornata e oltre a chiedere l'elemosina, sfruttando anche i bambini, si dedicano ai furti. Nel corso del blitz dei carabinieri della scorsa notte, i militari hanno trovato nelle baracche televisori, impianti hi-fi, strumenti musicali e apparecchiature dvd per un valore di circa 50mila euro. Tre rom inoltre sono indagati perché avrebbero commesso dei fatti criminosi in altre province siciliane ma, al momento, non sono indagati per l'omicidio di Taormina.
Molti nomadi di questo campo hanno avuto guai con la giustizia. Lo scorso anno, furono arrestati quattro serbi, accusati di furti e rapine per un bottino di 500mila euro. Sempre da contrada Gasena partiva il «branco» che spadroneggiava nel palermitano: circa 200 colpi in appartamenti e ville della zona.