Bollate Abusa della moglie per mesi, arrestato operaio albanese

Per salvare la famiglia e salvaguardare le figlie, per diversi mesi ha sopportato la brutalità del marito, negando ai carabinieri che intervenivano ogni volta, botte, violenze sessuali e il terrore che regnava in casa e che stava distruggendo anche le bambine di 8 e 10 anni. Alla fine non ha retto e si è decisa a chiedere aiuto, facendo emergere uno spaccato di degrado familiare che, secondo gli inquirenti, avrebbe anche potuto degenerare in tragedia. La denuncia della donna venticinquenne ha portato ieri mattina i Carabinieri di Rho ad arrestare E.P. operaio edile albanese di 29 anni, già con segnalazioni alla Polizia, per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. Il muratore in regola residente da anni in via Turati a Bollate, lavorava saltuariamente e la mancanza di danaro aveva inasprito i rapporti con i suoi cari, anche per colpa dell’alcool. Le liti violente, alla presenza delle bambine in lacrime, erano una consuetudine, tanto che spesso erano gli stessi vicini di casa a chiamare le forze dell’ordine. Dopo averla picchiata, costringeva la consorte a rapporti sessuali forzati. Ogni volta che arrivavano i carabinieri però, la donna cercava di gettare acqua sul fuoco. Due settimane fa sempre più ubriaco, l’albanese ha inscenato l’ennesimo litigio, ma più duro del solito, seguito dalla consueta violenza sulla donna. Le urla e i pianti hanno preoccupato in misura maggiore i vicini che hanno lanciato l’allarme. Quando sono arrivati i carabinieri le prime conferme erano scritte sui visi delle minori e su quello della mamma. La quale, portata in caserma insieme alle bambine, si è decisa a raccontare il loro incubo quotidiano. Per ordine del giudice sono state allontanate da casa ed ospitate in un luogo sicuro. Il Gip di Milano, alla luce dei riscontri ottenuti, ha spedito il muratore in carcere.