Bolletta energetica mai così cara

La fattura sarà quest’anno pari a 48 miliardi Salata anche quella petrolifera: 27,4 miliardi

da Milano

Bolletta energetica: 48 miliardi di euro. Mai così cara. Bolletta petrolifera: 27,4 miliardi di euro. La più salata da oltre 20 anni. Dal preconsuntivo 2006 presentato ieri dall’Unione petrolifera, appare in tutta evidenza il mix indigesto provocato dalle impennate del greggio, giunto a sfiorare la scorsa estate gli 80 dollari il barile, e dalla crisi del gas dell’inverno scorso. E senza il dietrofront delle quotazioni dell’oro nero e in assenza del robusto apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro (più 20% dall’inizio dell’anno), la stangata sarebbe stata ancora più forte, misurabile in 7-8 miliardi in più. Il conto dovrebbe però essere meno salato nel 2007, quando stimando un greggio compreso tra 50 e 60 dollari al barile e un calo dei consumi petroliferi attorno al 2%, la fattura petrolifera potrebbe variare tra un minimo di 20,7 miliardi di euro e un massimo di 26,5, mentre quella energetica dovrebbe attestarsi sui 47 miliardi. Si tratta, ovviamente, di stime alquanto prudenziali, non essendo possibile determinare con buona approssimazione l’andamento dei corsi petroliferi, sempre più soggetti a variabili geopolitiche e meno condizionati dalla legge della domanda e dell’offerta. Resta tra l’altro da verificare in quale misura il contenimento della produzione deciso giovedì scorso dall’Opec (500mila barili al giorno a partire dal prossimo mese di febbraio) avrà la capacità di influire sulle quotazioni e, soprattutto, se il rallentamento dell’economia americana avrà un impatto sul mercato del greggio. Per quanto riguarda la situazione dell’Italia, il rapporto dell’Up ricorda che i consumi petroliferi complessivi sono diminuiti di 1,2 milioni di tonnellate (meno 1,3%) rispetto a una media di 3 milioni nel biennio precedente.
La somma dei consumi di benzina e gasolio è tornata a crescere, seppur lievemente (più 0,2%). Sul fronte dei prezzi, secondo i petroliferi, nel 2006 i prezzi interni hanno riflesso solo in parte le impennate dei mercati internazionali e non c’è stata nessuna doppia velocità nell’adeguare i prezzi che dal primo novembre, a livello industriale, sono rimasti fermi.
Il peso della voce petrolio sui conti dell’azienda Italia continua a fare la parte del leone, rappresentando quasi il 60% della fattura complessiva. Il gas naturale rappresenta invece il 37%. Ma quest’anno il combustibile ha gravato sui conti finali con un peso, in termini di rincaro, uguale a quello del petrolio in seguito alla crisi dell’inverno scorso per i tagli delle esportazioni russe. Con un impatto di circa 5 miliardi di euro sui conti finali: la spesa per il metano è infatti passata dai 12,194 miliardi del 2005 a una stima di 16,9 miliardi per quest’anno. A un valore, cioè, pari al 3,3% del Pil, il più alto degli ultimi 10 anni. Grazie alle tasse sugli olii minerali lo Stato quest’anno ha incassato il 2,4% in più: un gettito di oltre 37 miliardi di euro.
A spingere soprattutto il contributo del gasolio (più 5,7% a 750 milioni) mentre dal fronte della benzina si è assistito a una contrazione del gettito di 600 milioni di euro, legato al calo dei consumi.