«Bolletta italiana, vera zavorra per le aziende migliori»

nostro inviato a Cernobbio (Co)

«L’energia è una delle zavorre che impediscono alle imprese italiane di correre. Il costo della bolletta è fra i deficit di sistema che rendono amara l’attività quotidiana e complessa l’evoluzione delle aziende: soprattutto quando, da piccole e medie, cercano di diventare grandi cambiando strategia. La nicchia non basta più. Per compiere un salto in avanti bisogna porsi al centro del mercato, conquistandolo e mutando le proprie dimensioni». A parlare così, nel giorno in cui a Cernobbio si discute di energia, non è un economista, né un consulente.
Nessuna teoria, niente analisi astratte, soltanto l’esperienza diretta mutuata in anni di lavoro nella profonda provincia romagnola da Nerio Alessandri, fondatore di Technogym, oggi leader mondiale nella produzione di attrezzi per la ginnastica. «Molto è stato fatto per aprire il mercato dell’energia. Ma, poi, come spesso capita con le riforme italiane, gli effetti sulla operatività concreta delle aziende si avvertono poco». Non a caso, Confindustria stima nel 30% il costo in più della bolletta energetica per le imprese italiane. Ancora una volta, però, le imprese fanno da sole. In Italia le fonti alternative non decollano? E Technogym decide di dotare il nuovo stabilimento, in costruzione a Cesena, di un mega impianto fotovoltaico in grado di sostenere una buona parte dell’attività produttiva. L’investimento, che costerà non meno di 6 milioni, sarà operativo alla fine del 2008.
«D’altronde - dice Alessandri - il risparmio energetico e l’ecocompatibilità sono parti essenziali del nostro wellness, la filosofia del benessere totale che proponiamo. Per i clienti, ma anche per noi che stiamo in azienda». L’energia è anche diventata l’occasione per alcune innovazioni. Technogym ha infatti inventato macchinari per il benessere in cui il supersportivo sotto allenamento, la casalinga impegnata a ridurre la cellulite o l’adolescente che combatte l’esilità generano con i loro sforzi la corrente che va ad alimentare le componenti elettroniche delle macchine stesse. Un tipico esempio di innovazione da industria meccanica romagnola, insieme rustica e raffinata.
«Step, biciclette e vogatori - chiarisce Alessandri - che sono alla base del nostro successo in Scandinavia, in Usa e Giappone». Mercati dove la coscienza ecologica induce l’acquirente a scegliere un prodotto o un altro. Qui Technogym vi vende attrezzi che comportano un risparmio minimo del 30%. Fino, appunto, all’estremo delle macchine per il fitness che si alimentano da sole. «Per questo abbiamo depositato sette brevetti».