La bolletta è rovente: 46mila euro di telefono Tim annulla l’addebito

Quando apre la bolletta del telefono gli si ferma il cuore. «Come è possibile?» salta in aria. Salvatore Sica, 44 anni, autista di Rozzano, si rigira tra le mani il foglio della Telecom per qualche minuto. Lo legge e lo rilegge stropicciandosi gli occhi. Mille voci e vocine, le tabelle con i minuti delle telefonate, le tariffe all’ora, il costo delle ore di navigazione su internet. E poi quella cifra stratosferica alla voce «totale da pagare»: 46mila euro. Quelli che lui non guadagna nemmeno in un anno di lavoro.
Suo malgrado, Salvatore finirà nel guinness dei primati per la bolletta del telefono più alta mai registrata in Italia. Nemmeno la Fiat ha mai ricevuto una bolletta del genere. Lui, con due figli adolescenti, sì.
E pensare che, per risparmiare, aveva scelto il profilo «tutto incluso». Ma in un «all inclusive» da 46mila euro dovrebbero essere comprese anche una crociera ai Caraibi per tutta la famiglia e un maggiordomo vita natural durante.
Salvatore, assieme alla suocera, aveva deciso di comprare due cellulari per i figli (uno di 14 e uno di 17 anni) più una scheda sim da usare con una chiavetta internet. La tariffa fissa prevedeva 270 euro ogni due mesi più «qualche decina di euro in caso di superamento della soglia prevista di minuti delle telefonate». E invece, solo nei primi tre-quattro giorni vengono addebitati alla scheda 38mila euro. Poi diventati 46mila nel giro di due mesi. Roba che non sarebbe stata comprensibile nemmeno se i due ragazzi avessero navigato in internet no stop per 24 ore al giorno, nemmeno se avessero chiamato in Giappone dieci volte alla settimana. «Sì, una volta - ricorda Salvatore - mio figlio si è addormentato con internet acceso ma non si arriverebbe comunque a una bolletta del genere».
Gli operatori della compagnia telefonica fanno le prime verifiche ed emettono il triste verdetto: «Signor Sica, è tutto regolare, deve pagare». Lui si rivolge un avvocato e anche il Codacons prende a cuore la sua storia e arriva perfino a fissare per il 23 aprile l’udienza di conciliazione con la compagnia telefonica al Corecom (il comitato regionale per le comunicazioni). Il confronto, per fortuna, non servirà. La Telecom decide infatti di graziare il suo cliente spendaccione e di annullare ogni addebito, riconoscendo «la sua buona fede». Il colpo di scena sperato in tutti i modi da Salvatore arriva e ora lui potrà finalmente tornare a dormire sonni sereni, ovviamente tenendo d’occhio il traffico telefonico suo e dei figli. Resta comunque un dubbio: come ha potuto una famiglia con abitudini normali arrivare a spendere così tanto?