Bolli auto, 7 milioni di multe per errori di pochi centesimi

In arrivo cartelle per mancati versamenti della tassa di circolazione, ma in molti casi non sono stati pagati gli arrotondamenti

da Milano

Se il buongiorno si vede dal mattino, be’ allora per qualche milione di italiani, su due e quattro ruote, il 2006 rischia di essere un anno nero. Sono infatti in arrivo, virgola più virgola meno, sette milioni di cartelle esattoriali per i bolli non pagati. La stima a sei zeri riguarda non solo i mancati versamenti della tassa di circolazione ma anche più banali errori nei pagamenti relativi al triennio 2000-2003. In testa alla classifica delle Regioni a maggior «evasione» la campania dove risulterebbero circa un milione e mezzo di bolli da pagare. Nel Lazio, tra il 2000 e il 2001, non ne sarebbero stati saldati quasi 600mila; ben 280mila invece nelle Marche; 90mila in Abruzzo. Attenzione però: spesso gli inviti al pagamento riguardano errori, naturalmente in difetto, di cifre effettivamente pagate. E non solo. La polemica è già alta: in diversi casi si parla già di «cartelle pazze», si tratterebbe di sbagli commessi da gestori privati preposti alla riscossione.
«Serve una operazione verità sull'importantissima e delicatissima attività della riscossione della tassa auto, fino al 1998 monopolio Aci proprio mentre la stessa sta cercando di addossare responsabilità di errori nei pagamenti proprio agli uffici di consulenza diversi da Aci», tuona Luca Andreoli, presidente del Sermetra. «Oggi - spiega Andreoli - grazie a lungimiranti leggi dello Stato, la riscossione viene affidata anche a reti di tabaccai e di studi di consulenza automobilistica (agenzie pratiche auto). I poli telematici privati (Sermetra e Lottomatica, ndr) - sottolinea - consentono a queste reti di operatori, di effettuare l'incasso della tassa solo nella modalità on-line, mettendo così al riparo il cittadino da errori di compilazioni, o da errori dettati dalla scarsa conoscenza di un coacervo di norme e tariffe di difficile comprensione anche per gli addetti al settore».
Le agenzie di pratiche auto, continua Andreoli «hanno però una ulteriore e importantissima funzione d'incasso rispetto ai tabaccai, cioè una procedura telematica, anch'essa on-line, che consente di modificare i dati già presenti negli archivi, se errati rispetto ai documenti di circolazione mostrati dal contribuente». Proteste anche dal Codacons. «Se l'Aci continua a dare i numeri» intervenga il ministro Tremonti», l'appello lanciato nei giorni scorsi dell’Associazione dei consumatori. «Come se non bastassero un milione e 400.000 lettere mandate a casaccio per vecchi bolli strapagati o giustamente non pagati (per macchine magari demolite da anni, il record a noi fino a ora pervenuto riguarda un'auto regolarmente demolita nel 1993), ora -afferma il Codacons- si mettono a fare anche le pulci andando a controllare i bolli che risultano regolarmente pagati ma con importi sbagliati per qualche centesimo».
Così, ad esempio, la signora Ilaria Santi di Milano, «dopo aver versato la bellezza di 190 euro, a dimostrazione della sua buona fede, sbaglia il conteggio e arrotonda, non versando la ridicola cifra di 92 centesimi di euro». «Se il controllo fosse stato fatto subito - rileva l'associazione dei consumatori - la mora sarebbe stata inferiore (entro un mese la sanzione è pari al 3,75%, entro un anno è pari al 6%, solo successivamente è pari al 30% dell'importo originariamente dovuto)», ma il controllo è arrivato dopo tre anni. «Non ci sono dei computer che segnalano subito l'errore di distrazione del cittadino?».