«Bollo auto, l’ultima ingiustizia della peggior manovra di sempre»

Il governatore Formigoni boccia la Finanziaria: «Tartassa tutti e genera solo paure»

«Il bollo auto è l’ultimo dei capitoli tragicomici di questa Finanziaria». Roberto Formigoni si prepara all’incontro della prossima settimana tra Regioni e governo, ma il suo giudizio sulla legge di bilancio peggiora di giorno in giorno: «Questa finanziaria è destinata a passare alla storia come la peggiore nella vita della Repubblica». E non solo per il merito dei provvedimenti: «È la manovra che tartassa di più e ha seminato confusione, incertezza e paura a piene mani».
Questo giudizio così drastico è determinato dalle ultime novità sull’aumento del bollo auto?
«È una delle tante iniquità, sulla quale per altro sono arrivate tre proposte diverse in quarantotto ore. Le associazioni dei consumatori, con dati ormai certificati, hanno smentito il viceministro Vincenzo Visco, dimostrando che colpisce il novanta per cento delle auto e non l’otto per cento come sosteneva lui. Inoltre è un provvedimento grave per ragioni di metodo, perché il governo non può, o forse sarebbe il caso di dire non potrebbe, legiferare sul tema senza aver consultato le Regioni, cosa che non ha mai fatto».
In queste ore c’è una manifestazione di piazza contro la finanziaria. Pensa che avrà effetti positivi?
«È una vicenda inaudita. Abbiamo un numero indefinito di sottosegretari che manifestano contro il governo senza sentire il dovere di dimettersi e dall’altra parte un presidente del Consiglio e un ministro che subiscono tutto ciò senza sentire il dovere di chiedere una verifica di maggioranza».
E la verifica di maggioranza della scorsa settimana?
«Quella a Villa Pamphili sembrava una riunione al mercato per il numero di partecipanti, erano in sessanta e è durata tre ore, vuol dire che hanno avuto due minuti a testa. È stata una sceneggiata a uso delle telecamere per poi tornare a dividersi il giorno dopo. Il peggio è che il Paese è costretto a assistere a questo scempio quotidiano».
Che cosa si aspetta per la Lombardia? Lei ha fatto richieste ben precise, a partire dai finanziamenti per le infrastrutture.
«Il centrodestra sta cercando di ottenere qualche cambiamento, ma purtroppo non siamo in un Paese federalista e dobbiamo parlar chiaro ai cittadini, per spiegare loro che non potremo correggere tutti i danni che saranno fatti con la finanziaria, inclusa la frenata sulle infrastrutture. La Lombardia è al lavoro con le altre Regioni del Nord per preparare un documento comune proprio sulle grandi opere e stiamo cercando di introdurre anche la richiesta di trasferimento dei poteri concedenti sulle infrastrutture».
Si è parlato di introdurre tributi di scopo per finanziare strade e autostrade lombarde. La ritiene una via praticabile?
«Certamente non vorrò fissare tasse in più ai danni dei cittadini lombardi. Dobbiamo fare attenzione, lo Stato già preleva miliardi di euro dalle tasche dei contribuenti e non è pensabile richiedere ulteriori esborsi. La mia è una battaglia politica perché lo Stato restituisca ciò che deve, non possiamo avere un doppio regime di tassazione. In ogni caso i tributi di scopo, non ancora ben regolamentati dalla legge, possono essere utilizzati per obiettivi più circoscritti, non per opere che hanno costi tanto importanti».
Ritiene che la Lombardia sarà particolarmente penalizzata dalla finanziaria?
«Visto il vento che tira, la Regione avrà meno risorse a disposizione. Denuncio in particolare i tagli sul fronte degli investimenti, pesantissimi: è stato sottratto alle Regioni un miliardo e 850 milioni di euro, ovvero 10 miliardi per i prossimi anni».
È ottimista sulla possibilità che siano le Regioni a gestire gli assegni familiari, come è stato chiesto?
«Di fronte a un governo che ogni giorno si inventa una nuova tassa, come dice Luca Cordero di Montezemolo, bisognerebbe essere il mago Otelma per rispondere. Certo le Regioni ne avrebbero la competenza e il diritto».