Il bollo di Visco colpirà 29 milioni di auto

Per recuperare risorse possibile un maggior prelievo fiscale sulla benzina

Fabrizio Ravoni

da Roma

Di buon mattino, Vincenzo Visco prende carta e penna ed annuncia che sui quotidiani sono state pubblicate «informazioni inesatte» sull’aumento dei bolli auto. Il vice ministro dell’Economia precisa che le modifiche introdotte dall’emendamento alla finanziaria non riguarderanno il 92% del parco auto circolante in Italia. E ricorda che le dieci auto più vendute in Italia saranno esenti dall’aumento.
Con un particolare. Il vice ministro fa i conti esclusivamente sulle auto «euro 4». In Italia, però, a fronte di un parco circolante di 33 milioni di vetture, le «euro 4» sono solo 5 milioni. Ne consegue che la stangata introdotta con l’emendamento alla finanziaria riguarderà 29 milioni di auto. Anche se hanno una potenza inferiore ai 100 Kw (136 cv).
Con questo superbollo, maggioranza e governo contano di coprire le modifiche che verranno apportate alla riforma dell’Irpef. Il governo infatti è orientato a ridefinire il meccanismo di detrazioni fiscali («le aliquote non si toccano», ha detto Visco l’altro giorno), in modo tale da evitare aggravi tributari per chi guadagna meno di 40mila euro.
Il maggior gettito atteso dal superbollo, però, è abbastanza modesto. Secondo Alfiero Grandi, sottosegretario all’Economia, non arriverà a 100 milioni di euro. Ben più alto è il gettito atteso dalle misure sulla compensazione Iva, 370 milioni. Questa misura va nella direzione opposta a quella indicata da Fassino sulla necessità di prestare maggiore attenzione ai lavoratori autonomi. La norma sulla compensazione Iva, infatti, prevede che l’Agenzia delle Entrate possa negare ad un contribuente la possibilità di procedere alla compensazione, se in passato ha avuto problemi con il Fisco.
Il gettito del superbollo sulle auto e quello della compensazione Iva, però, potrebbero non essere sufficienti per coprire tutte le maggiori spese previste dagli emendamenti del governo e della maggioranza. Si va dall’estensione della no tax area fino a 7.500 euro (Giorgio Benvenuto, presidente della commissione Finanze del Senato, chiede che il tetto venga portato a 8mila euro) per i pensionati oltre i 75 anni, agli aiuti alle famiglie monoparentali, all’inserimento degli assegni familiari direttamente in finanziaria, al miglioramento della curva Irpef per i redditi fra i 23 e i 28mila euro.
È quindi assai probabile che venga recuperato, per fare gettito, anche l’aumento dei tabacchi (inizialmente accantonato). Allo studio degli esperti economici della maggioranza, poi, c’è anche l’ipotesi di recuperare risorse con un complicato meccanismo che agisce sulle imposte sui carburanti. La soluzione sarebbe osteggiata da Bersani, che in un suo provvedimento ha previsto una più rapida diminuzione del prezzo della benzina con la sterilizzazione dell’Iva sui combustibili. Ma la necessità di recuperare risorse potrebbe anche convincere il governo ad accantonare le agevolazioni fiscali già previste; e a introdurre forme di maggior prelievo fiscale sulla super. Già un emendamento stabilisce una compartecipazione delle Regioni al gettito sul gasolio.
Tutte queste modifiche alla manovra verranno ufficializzate oggi con una serie di emendamenti del governo e della maggioranza. Il relatore alla finanziaria, Michele Ventura, presenterà invece una modifica dell’articolo 53.
Sempre Ventura presenterà l’emendamento che cambia le norme sul catasto. Dal 1º novembre del 2007 la gestione passerà ai Comuni. Mentre il sottosegretario Grandi presenterà l’emendamento che modifica le norme sul tfr e che recepisce l’accordo con la Confindustria con il quale è stato definito che il trasferimento del flusso di tfr inoptato non riguarderà le imprese con meno di 50 dipendenti.
E oggi inizia il suo iter parlamentare al Senato il decreto legge, approvato dalla Camera con il voto di fiducia. Soluzione che, prevede Giuseppe Vegas (Forza Italia), verrà ripetuta anche a Palazzo Madama.