Bollorè blinda Mediobanca: «Le banche non usciranno»

da Milano

«Un’assurdità»: così Vincent Bollorè ha definito una eventuale fusione tra Generali e Mediobanca. Da cui i grandi soci francesi non hanno alcuna intenzione di fare un passo indietro. «Siamo contenti di Mediobanca, la squadra è formidabile, i risultati eccellenti. Noi siamo molto contenti di restare in questa società e sono sicuro che gli altri azionisti delle grandi banche italiane resteranno», ha ribadito il finanziere. Nessun dubbio, quindi, sulla scelta di rinnovare il patto di Piazzetta Cuccia da parte degli azionisti d’Oltralpe. Quasi un messaggio a distanza all’ad di Unicredit, Alessandro Profumo, che qualche giorno prima si era detto incerto sull’orientamento della superbanca. Profumo «è prudente» e alla guida di una grande banca «non può dire cosa farà nel 2010 o 2011», ha detto Bollorè. «Io sono alla guida di un gruppo familiare, e anche molto più piccolo, e quindi ho più libertà di parola», ha aggiunto il finanziere promuovendo la «formidabile» squadra di comando di Mediobanca che ha «assicurato una continuità» che poteva in discussione dopo «l’uscita di scena» di Vincenzo Maranghi e di Enrico Cuccia. Senza contare che i risultati «sono eccellenti e i piani sono ambiziosi», ha proseguito Bollorè per poi passare al capitolo Generali, la più preziosa delle perle racchiusa nello scrigno partecipazioni della merchant bank milanese: Piazzetta Cuccia è la prima azionista di Trieste con il 15%.
Con l’avvicinarsi dell’assemblea sale anche l’attesa per l’esito dei sondaggi avviati con i grandi investitori istituzionali dal numero uno di Algebris, Davide Serra. Il banchiere autore qualche mese fa di una lettera durissima contro la governance delle Generali e il suo presidente Antoine Bernheim. Tra gli obiettivi di Algebris c’era quello di pensionare l’ottuagenario banchiere (il cui mandato scade nel 2010) ma i soci francesi di Mediobanca avevano da subito fatto muro. «Né io, né che io sappia, altri azionisti vediamo il motivo» perché Bernheim «non resti al suo posto», ha rimarcato Bollorè dicendosi legato all’ottuagenario banchiere da «venerazione e gratitudine». Senza contare che come dimostrano «gli eccellenti risultati», Generali sta «tornando ad essere la numero uno in Europa per capitalizzazione». «Questo vuol dire che la gestione di Bernheim è stata eccellente», ha proseguito il finanziere aggiungendo che i soci hanno appena confermato la loro fiducia al presidente e di essere «molto soddisfatto» della politica dei dividendi del Leone.
Iniezioni di fiducia su Generali anche da parte di JpMorgan e Merrill Lynch. La prima ha migliorato la propria pagella sul gruppo assicurativo per la sua modesta esposizione al rischio credito, per i margini in crescita del mercato italiano e per i positivi dati di bilancio. Merrill Lynch si è invece lasciata convincere dal lavoro del management e dalle iniziative pianificate, inclusi i progetti di espansione mirati sul mercato nordamericani.