Bollorè pronto a crescere in Mediobanca

«Pronto ad aumentare la quota in Mediobanca, se possibile». Il finanziere bretone Vincent Bolloré, amico di Nicolas Sarkozy, parla a ruota libera con i giornalisti: da Mediobanca al futuro assetto di Rcs, da Telecom alla partnership in Pininfarina. Parla proprio da Ginevra dove è in corso il Salone dell’Auto.
È in arrivo un fondo sovrano a Piazzetta Cuccia? «Non penso che sia necessario. Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo il 10% come soci esteri, personalmente ho il 5%», la risposta. Convinto com’è che «la crisi non avrà alcun impatto su Mediobanca, perché non ha prodotti tossici. Tutt’altro. Ha investimenti tranquilli. Siamo passati attraverso la crisi del ’29 e due guerre mondiali, questa crisi non ci fa paura. Mediobanca si riprenderà molto velocemente. E la stessa cosa vale per Generali, che sono gestite molto bene».
Incalzato sulle possibili - si dice imminenti - novità al vertice di Rcs, ha preferito rispondere con un «no comment». Poi ci ha ripensato: «Onestamente - ha aggiunto - non so se ci saranno cambiamenti nel management. Tuttavia Rcs è una società politicizzata e io non mi occupo di società politicizzate in Italia».
Ma è altrettanto vero che Mediobanca (compreso il socio Bolloré) è il primo azionista della holding editoriale. Quindi? Solo una bugia a fin di bene... Tuttavia monsieur Bolloré, Vincent per gli amici, con il suo 5% del capitale di Mediobanca, sarebbe anche socio di Telecom attraverso Telco. Che cosa pensa dell’eventuale spin-off delle rete fissa di Telecom? «Non ho idea... Ho piena fiducia in Gabriele Galateri e Franco Bernabè. Telecom Italia ha un cash flow enorme. E poi ho la certezza che gli italiani continueranno a usare i telefoni, come anche i sudamericani e quindi ho fiducia».
Ma lui, il finanziere che non si ferma mai, è a Ginevra proprio per l’auto. Insieme con Paolo Pininfarina, infatti, ha presentato la nuova vettura elettrica sviluppata in partnership tra lo stesso Bolloré e la Casa torinese. «Se sarà necessario - ha detto - aumenterò la mia partecipazione e il mio impegno in Pininfarina. Io credo in questa azienda e in questa famiglia. Amiamo questa compagnia e l’Italia, dove vorrei investire di più». Così parlò monsieur Bolloré. Da Ginevra. Mentre a Piazza Affari il titolo del gruppo Pininfarina volava alto (+16%,50). Potenza di una voce.