Bologna campione ricomincia da dove aveva finito

Oscar Eleni

In Piazza Grande i campioni della Fortitudo fanno già suonare le campane, dopo aver sfinito Cantù, lasciata a 4 punti nel terzo quarto, battuta alla fine di 30 (87-57) annunciando al campionato che chi ha il titolo, anche dopo la rivoluzione d’estate, non ha intenzione di abdicare. Climamio che congela l’ardore di una Vertical Vision incompleta rimasta in partita soltanto 18 minuti, sostenuta dalla forza a rimbalzo di Stewart (11, di cui 6 in attacco). Si chiama la tecnica dell’asfissia ed è questo il progetto di Gelsomino Repesa per tenere alto il livello d’attenzione, per dare a tutti spazio e gloria, a patto che sacrifichino un po’ della loro pelle.
Quando le difese sono ossessionanti è difficile uscire lucidi e Cantù, partita bene con Barrett e Nikagbatse, si è trovata improvvisamente nella palude dei raddoppi, con addosso una Climamio che pur senza Mancinelli fa fatica ad accontentare tutti i suoi giocatori. Per chi aveva dubbi su Nate Green ecco un saggio da 16 punti, difesa super e assist meravigliosi. Per chi voleva sapere se il falco Belinelli è un tipo capace di ripetersi ecco il suo rostro nel fianco di Jones e le sue giocate semplici e stordenti. Se poi Bagaric fa un passo avanti ogni volta, se Lorbek fa diventare oro tutto quello che tocca, se Becirovic incanta per l’interpretazione del gioco al punto da non farti accorgere che in difesa resterà sempre uno da piumino, se Garris colpisce nei momenti giusti, dopo aver dato ordine, se Tomas Ress esce dalla fase dello stupore e segna 13 punti, ti dimentichi anche di Kommatos e Watson che pure sono andati bene o di Fultzino partito in quintetto.
Il segnale per la partita d’esordio è stato forte davvero, anche se Cantù (19-18 dopo 10’, 43-36 alla pausa lunga) non è ancora assemblata bene. Sul messaggio di Bologna oggi l’Armani, nel mezzogiorno televisivo del Forum, con in tribuna calciatori, artisti, tifosi eccellenti, dovrà ragionare e provare a cantare affrontando la Virtus Bologna che torna nel giardino che le compete. Sarà una giornata dove i tifosi milanesi potranno restare a giocare ad Assago per tutto il pomeriggio, in attesa di sapere come risponderanno Roma, in casa con Reggio Emilia, Siena la silenziosa e quindi più pericolosa che sarà a Capo d’Orlando e Treviso, impegnata a Reggio Calabria.