Bologna, Cofferati nel mirino della sinistra radicale

Insultato il sindaco: i Ds rompono con Rifondazione comunista. A una  manifestazione &quot;no global&quot; ha partecipato anche il segretario provinciale del Prc, che minimizza l'accaduto. Un assessore della Quercia: &quot;Mai più insieme&quot;<br />

Bologna - Acque agitate all'ombra delle torri degli asinelli. Rifondazione Comunista e i Ds, alleati nella giunta guidata da Sergio Cofferati, ormai sono ai ferri corti, ogni occasione è buona per litigare. Dopo moltissime tensioni, placate in extremis grazie al paziente lavoro di ricucitura delle segretrie di partito, ogni nuovo episodio rischia di trasformarsi nella scintilla che scatena una nuova guerra.

Ieri nel capoluogo emiliano si è svolta una manifestazione antifascista nel corso della quale sono volati insulti all'indirizzo del primo cittadino. Alcuni manifestanti hanno gridato a squarciagola pesanti slogan contro il "sindaco sceriffo". Ma a rincarare la dose c'è il fatto che il segretario provinciale di Rifondazione, Tiziano Loreti, non solo non ha denunciato quanto accaduto ma, in qualche misura, ha giustificato la protesta: "C'è una parte di della città che non si sente più rappresentatà da questa amministrazione".
Apriti cielo. Queste parole hanno letteralmente fatto infuriare l'assessore Ds Virginio Merola: "In questo modo ci facciamo del male da soli. Bisogna spiegare ai cittadini come si fa a stare nella maggioranza e al tempo stesso bombardare contro di essa". Rifondazione ha risposto a stretto giro di posta: "Se la prendono con noi anziché preoccuparsi del malessere che c'è in città".

Ormai le accuse dell'area antagonista contro il "Cinese" non si risparmiano. La politica portata avanti dall'ex segretario della Cgil viene addirittura accusata di "fascismo". Ma se da un lato Cofferati deve fare i conti con una parte della propria maggioranza, che ormai lo vede come un nemico, i problemi del sindaco sono palpabili anche dall'indice di gradimento, sceso ai minimi storici: 39%. La sinistra cerca di recuperare, ma ormai la frattura fra le sue due anime è netta. L'assessore Merola difende le scelte del sindaco e, alle accuse della sinistra radicale risponde in modo perentorio: "Non capisco perché una parte della sinistra continui a considerare la sicurezza un tema di destra. Serve uno sforzo per capire i sentimenti dei bolognesi".