Bologna contro la moschea: non siamo la filiale della Mecca

E' polemica dopo la cessione di un terreno comunale agli islamici. Volontè (Udc): "Delibera infelice, non è tempo di regali, specie a un centro legato all'Ucoii". Bertolini (Fi): "La giunta si inchina alle richieste di chi dice di odiare la nostra società". Ronchi (An): "Provvedimento irresponsabile"

Bologna - La decisione del sindaco di Bologna Sergio Cofferati di permettere, grazie a una permuta tra terreni, la costruzione di una grande moschea su una vasta area comunale di periferia e di affidarla al Centro di cultura islamica di Bologna, membro della controversa Ucoii, considerata espressione e divulgatrice di un islam estremista, ha sollevato un coro di critiche da parte del centrodestra. La Lega nord ha già annunciato una manifestazione. Ma la proposta-provocazione più pungente è arrivata ieri da monsignore Gabriele Cavina, vicario espiscopale per il Culto e la santificazione della diocesi di Bologna. Il quale, in nome di una reciprocità che spesso mancatra la religione musulmana e quella cattolica, a vantaggio della prima, ha chiesto al Centro islamico che gestirà la moschea di aiutare la Chiesa a restaurare il celebre Portico di San Luca. Con i suoi quasi 4 chilometri è il più lungo del mondo e conduce al santuario dedicato alla Vergine di San Luca. «I musulmani - ha detto monsignor Cavina - credono nella Madonna come madre del Signore. Anche loro potrebbero contribuire al restauro del portico, visto che di soldi ne hanno, se vogliono».

Pur non avendo ancora espresso una posizione ufficiale - l’arcivescovo Carlo Caffarra è in Africa - la Curia bolognese non ha fatto mistero delle sue perplessità non tanto sul luogo di culto in sé, ma sul riconoscimento che il Comune dà all’Ucoii. «Spero abbiano riflettuto se Bologna sia davvero il posto ottimale », ha continuato monsignore Cavina, che pure ha constatato come la realizzazione di una moschea «non fa altro che evidenziare la realtà, è un segno dei tempi». Di ben altro avviso tutta la Casa delle libertà, Udc compreso, pronta alle barricate per far fallire il progetto della giunta del Cinese: «Cofferati vuole trasformare Bologna in una succursale della Mecca - ha accusato l’onorevole Isabella Bertolini di Forza Italia -. Su quali basi e per quali ragioni il sindaco ha autorizzato il progetto della mega moschea gestito da chi si è distinto per avere difeso Bin Laden, per avere lanciato manifesti pubblici contro l’Occidente e contro Israele e per aver rifiutato anche la blanda carta dei valori proposta dal ministero dell’Interno?».

Nel mirino del centrodestra c’è, infatti, l’Ucoii, di cui il Centro di cultura islamica di Bologna è membro. Ese anche l’assessore di Cofferati, il ds Virginio Merola, ha ammesso che ci saranno dei problemi se l’organizzazione musulmana non accetterà di sottoscrivere la Carta dei valori delministro Giuliano Amato, il presidente dell’Ucoii è stato sferzante: «Sono nella consulta del Viminale - ha affermato Nour Dachan -mi rapporto con il ministro e non certo con un assessore di Bologna». Anche per questo Forza Italia, con la Lega e An, è pronta a opporsi «in tutte le sedi istituzionali per dire no a questo progetto e per contrastare la deriva ideologica verso l’islamizzazione radicale del nostro Paese» ha avvertito Bertolini. Intanto, la Lega Nord, che a Bologna aveva già raccolto delle firmeper un referendum sul tema, annuncia una manifestazione contro la moschea. «Scenderemo in piazza con la gente - ha detto il deputato leghista Angelo Alessandri - forse, spero, anche con le altre forze politiche».

Duro pure il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè, per il quale la delibera di Cofferati «viola il principio di buona amministrazione, crea da una parte pregiudizi nei confronti dei cittadini italiani e, dall’altra, privilegi a favore di una organizzazione già sotto inchiesta per istigazione all’odio razziale e ancora indisponibile a sottoscrivere la Carta dei valori. Cofferati sospenda una delibera infelice sotto tutti i punti di vista». Di tenore simile la reazione di Alleanza nazionale: «La decisione della giunta è irresponsabile - ha affermato il portavoce nazionale Andrea Ronchi -. Non si fa altro che legittimare e favorire la politica estremista e fondamentalista dell’Ucoii».