A Bologna una finestra sull’architettura ecologica

«Se Adamo si fosse accontentato di pesche, uva, pere e ananassi, oggi vivremmo nel Paradiso Terrestre». Così disse una volta un filosofo inglese davanti ai mutamenti che per mano dell'uomo stanno sconvolgendo il mondo. Questa citazione è venuta a proposito in occasione del «Saie Due living» che si è chiuso ieri a Bologna. Una rassegna che ha riguardato l'architettura, le finiture per interni, l'edilizia con una grande mostra ed un ricco programma di convegni che si è proposto l'ambizioso obiettivo di formare e informare sulle opportunità disponibili attualmente in Italia per migliorare la qualità dei nostri edifici.
L'inquinamento, l'esaurimento delle risorse, le alterazioni climatiche, il deterioramento dell'ambiente: il pesante ruolo giocato dal settore edilizio nell'ambito di queste problematiche è preoccupante, ma non immutabile. L'Architettura Sostenibile, cui è stato dedicato il convegno-catalogo, può ristabilire l'equilibrio tra costruito ed ecosistema, a patto di essere realmente efficace e di non ridursi ad una operazione di facciata. Una iniziativa che è stata realizzata in collaborazione con il Dipartimento Best del Politecnico di Milano.
Sono stati circa una ventina i padiglioni che hanno accolto operatori del settore provenienti da ogni parte d'Italia e da parecchie nazioni estere. Tutto questo è stato bello, ma dopo ben 26 anni il Saie Due termina il suo ruolo di rassegna bolognese, e dal prossimo anni verrà inglobato in una nuova grande mostra dedicata più o meno a questi temi che si terrà a Milano nel mese di febbraio, la Made Export. I grandi spazi della rassegna lombarda hanno maggiore evidenza, potendo anche contare su una forte partecipazione estera.