Bologna, fischiati Rotondi e Cofferati

Commemorata la strage del 2 agosto 1980. I messaggi delle massime cariche dello Stato. Napolitano: &quot;Il dovere della memoria&quot;. Berlusconi: &quot;Guardia alta contro il terrorismo&quot;. Cofferati: &quot;Non si metta in discussione la verità storica e giudiziaria&quot;<br />

Bologna - Come ogni anno la strage di Bologna è stata commemorata tra commozione, polemiche e fischi, nonostante i tentativi di conciliazione. Alla manifestazione in rappresentanza del governo, nel piazzale della stazione di Bologna è intervenuto il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. "I fischi non mi spaventano - aveva detto il ministro prima di salire sul palco -. Mi spaventa semmai la disunità delle istituzioni. L’importante non è la comparsa del Governo ma l’unità delle forze democratiche che ha sempre fermato la bestia", ha aggiunto riferendosi al terrorismo. Puntualmente i fischi per il ministro sono arrivati. Ma Rotondi ci ha scherzato su: "Almeno mi hanno preso sul serio, non trova?". Rotondi ha deciso di non fare l’intervento previsto ma di parlare a braccio con considerazioni personali, volendo così difendere la propria persona ma anche le istituzione che esso rappresenta. "Non è che perchè uno è al Governo diventi un’istituzione: l’istituzione cammina sulle gambe delle persone. Bisogna sempre parlare con il cuore".

Il giorno del ricordo "Evitare le polemiche, i fischi e fare in modo che oggi sia un giorno del ricordo in cui tutte le forze politiche sono unite per ricordare le vittime": così il presidente dei familiari delle vittime della strage, Paolo Bolognesi, nel suo intervento al Palazzo del Comune di Bologna. Il sindaco Sergio Cofferati ha sottolineato l’importanza di conservare la memoria storica e giudiziaria "lontano dal tentativo troppe volte visibilmente strumentale" di mettere in discussione "ciò che è stato sancito e appurato dal faticoso ma sempre molto attento lavoro dei magistrati".

Napolitano: "Il dovere della memoria" Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano scrive alle famiglie delle vittime della strage di Bologna ed esprime "commossa solidarietà a una città coraggiosa". Ecco il testo del messaggio inviato al presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage, Paolo Bolognesi: "Sono trascorsi ventotto anni dalla strage che il 2 agosto 1980 provocò alla stazione di Bologna la morte di ottantacinque persone e il ferimento di oltre duecento. Le immagini di quel crimine così barbaro e vile, che scosse e scuote tuttora nel profondo la coscienza degli italiani, rimangono impresse in modo indelebile nella memoria dell’intero Paese".

Ricordo delle vittime "Il 9 maggio scorso - aggiunge il Capo dello Stato - in occasione del 'Giorno della Memoria' dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi, ho ritenuto opportuno promuovere una pubblicazione nella quale compaiono i volti e sono descritti i percorsi di vita di tutte le vittime innocenti dei diversi episodi di matrice terroristica. Si è così voluto - innanzitutto da parte del parlamento - esprimere un segno di riconoscenza e di omaggio delle istituzioni repubblicane e della nazione tutta nei confronti di coloro che hanno pagato con la vita la violenza cieca e disumana di quegli anni".

Il dovere della memoria "Occorre coltivare - ribadisce Napolitano - un dovere della memoria che si traduca in una rinnovata ampia assunzione di responsabilità per la difesa dei valori di democrazia, libertà e giustizia come fondamento del nostro patto costituzionale e garanzia irrinunciabile di crescita politica, culturale e sociale anche per le nuove generazioni. Con questi sentimenti di commossa solidarietà, rivolgo il mio cordiale e partecipe saluto alla coraggiosa città di Bologna e ai familiari delle vittime, indelebilmente segnati nel loro dolore".

Berlusconi: "Guardia alta contro il terrorismo" "Signor sindaco, le sono vicino, come italiano e come presidente del Consiglio, nel mesto anniversario di una delle pagine più tristi e dolorose della nostra storia. La sua città, Bologna, ha pagato un duro tributo al terrorismo e l’Italia intera non dimentica e condivide il suo dolore. Voglio confermarle che il Governo tiene alta la guardia contro il riemergere di vecchie minacce e contro l’aggressività delle nuove". È quanto si legge nel messaggio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi inviato a Cofferati.

Schifani: "Continuare lotta a oblio e terrorismo" "Il valore di una nazione è nella capacità di reagire a queste terribili vicende". Lo afferma il presidente del Senato, Renato Schifani, nel messaggio inviato al sindaco di Bologna. "La commemorazione rappresenta un’occasione indispensabile, perché tutti, ma le nuove generazioni in particolare, continuino la lotta contro l’oblio e contro il terrorismo".

Fini: "Via le zone d'ombra" Anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha inviato un messaggio al sindaco di Bologna. L’auspicio di Fini è che "dopo tanti anni, si dissolvano le zone d’ombra che hanno suscitato perplessità crescenti nell’opinione pubblica intorno all’accertamento della verità sulla strage. Sarebbe - sostiene il presidente della Camera - un servizio prezioso reso alla democrazia del nostro Paese".