Bologna, minacce a chi non vota per Fassino

da Bologna

L’ultimo congresso dei Ds, se mai nascerà il Partito democratico, si avvicina e manda in crisi la più grande federazione italiana: quella di Bologna. Ieri la deputata Katia Zanotti, che appoggia la seconda mozione Mussi, ha denunciato pubblicamente alla direzione regionale della Quercia «intimidazioni» e pressioni «antidemocratiche» rivolte a «compagni» e dirigenti di sezione, soprattutto a Bologna, per convincerli a firmare la mozione di Piero Fassino. Gente «costretta», ha detto la Zanotti, a firmare la mozione maggioritaria, in vista del congresso provinciale del 30 e 31 marzo: «Mi auguro - ha affermato - che il percorso che ci porterà al congresso non si svolga a colpi di militarizzazione con sottotenenti e colonnelli che usano forme poco democratiche».
Ma poi non ha voluto aggiungere dettagli. Un po’ di disciplina di partito, insomma, resiste, nonostante il clima sempre più teso in vista del congresso nazionale di aprile. La voce che circola è che qualcuno potrebbe non avere gradito il riferimento al proprio posto in una delle tante ex municipalizzate. Fatto sta che è la prima volta che in una direzione Ds si sente parlare di intimidazioni, che potrebbero preludere perfino a una scissione una volta partorito il Pd. L’uscita della Zanotti ha trovato subito due alleati: Mauro Zani, firmatario con Angius della terza mozione, e l’ex sindaco di Bologna Guido Fanti. «Questo clima non mi piace» ha avvertito l’eurodeputato Zani, secondo cui più che intimidazioni ci sarebbero stati dei faccia a faccia irrituali, con «pressione eccessiva sui singoli».
Fanti poi se l’è presa con Fassino, che sarà a Bologna il 19 febbraio per presentare la mozione ai suoi: «Il segretario dovrebbe incontrare tutti». A questo punto i vertici della Quercia bolognese, consapevoli di avere molti occhi puntati addosso, sono corsi ai ripari: «A Bologna - ha cercato di spiegare il giovane segretario provinciale Andrea De Maria - sta accadendo quello che accade altrove: le diverse mozioni stanno raccogliendo adesioni, i dirigenti e le persone autorevoli, compresa Katia Zanotti, scelgono mozioni e chiedono ai compagni di sottoscriverle. Tutto normale».
Ha taciuto, invece, il sindaco Sergio Cofferati, vero uomo ombra del partito in città: il sindaco ha già aderito alla mozione di Fassino e in molti, soprattutto nell’ala sinistra della Quercia, temono che stia manovrando per ottenere una investitura in bianco per il secondo mandato nel 2009, legittimando l’attuale classe dirigente, con in prima fila l’ex segretario Salvatore Caronna, come guida del futuro Pd, ancora prima che nasca.
Se questo è il clima di sospetto nella capitale dei Ds in vista del congresso nazionale, il premier Romano Prodi ieri si è concentrato più che altro sulla buona affluenza dell’elettorato di centrosinistra alle primarie di domenica in alcuni Comuni: «Le primarie sono ormai diventate una parte integrante della coalizione di centrosinistra - ha detto - e sono un cemento fondamentale della nostra coalizione per renderla più forte».