Bologna, Panebianco contestato. Altra lezione interrotta

I collettivi universitari hanno ancora una volta interrotto la lezione di Panebianco. Urla e grida hanno costretto il professore a cambiare aula

Il collettivo Cua (Collettivo Universitario Autonono di Bologna) dopo il raid di lunedì con tanto di striscioni e rumori di guerra, si è ripetuto martedì. Vittima della contestazione ancora il docence dell'Università Angelo Panebianco. Questa volta non hanno usato nessun cartello o manifesto, bensì grida e urli. Risultato: altra lezione interrotta.

Un'azione che ora fa scendere in campo l'Università, che cerca "soluzioni prendere per permettere al professore di tenere le sue lezioni senza essere bloccato". Non solo, ma anche la Procura si schiera con il docente. "Si procederà per interruzione di pubblico servizio" ha dichiarato il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini.

La contestazione è scattata poco dopo le 9, orario di inizio del corso di Panebianco a Scienze politiche. I ragazzi del collettivo Hobo si sono seduti in aula, confondendosi tra gli studenti interessanti alla lezione. Appena il docente è entrato in aula, hanno cominciato a fargli domande provocatorie, sempre riferite all’editoriale pubblicato sul Corriere della Sera il 14 febbraio, dal titolo "Noi in Libia saremo mai pronti?". Un ragazzo urla: "Guerrafondaio". Un botta e risposta che si è concluso con la decisoone del professore di cambiare aula.

È intervenuta anche Pina Lalli, la numero uno di Scienze politiche: "Abbiamo sentito le urla dall’aula, abbiamo deciso di spostare la lezione e ho chiesto agli studenti di entrare solo se volevano sentire la lezione. Agli altri ho detto di restare fuori".

Commenti

giampiroma

Mar, 23/02/2016 - 16:46

ah ah divertente!!!!questi vecchi tromboni che insegnano e che scrivono sui giornali dell'omologazione!! ma lascino il campo a chi usa il cervello e non il conformismo tipo Giampaolo Rossi Sebastiano Caputo Giordano Bruno Guerri Massimo Fini ...e via discorrendo

Gianluca_Pozzoli

Mar, 23/02/2016 - 16:49

tutta la mia solidarietà a PANEBIANCO

mariano

Mar, 23/02/2016 - 16:51

Anche per questi pseudo democratico (li chiamerei fascisti) dovrebbe applicarsi una specie di daspo, al fine di allontanarli dalle università (tenuto conto che la maggior parte di essi non sono universitari, ma bivaccano ai margini della società).

roseg

Mar, 23/02/2016 - 16:53

Ennesima e ulteriore lezione di democrazia dei centri sociali eheheheh.

giovanni PERINCIOLO

Mar, 23/02/2016 - 17:13

""Si procederà per interruzione di pubblico servizio"". Si proceda pure, resta pero' tutto da dimostrare che esiste un giudice capace di condannare come si deve tali "risorse" trinariciute!

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do-ut-des

Mar, 23/02/2016 - 17:21

alla faccia della democrazia. Avrebbero dovuto chiamare i carabinieri( come dice Librandi). Io non so di corrente siano, ma non è normale una cosa simile. Agli arresti subito o una multa per disturbo alla quiete pubblica e interruzione di plubblico servizio. Le rimostranze si fanno il altra sede o con propaganda tramite affissione di manifesti.

igiulp

Mar, 23/02/2016 - 17:39

"Interruzione di pubblico servizio". Con questa magistratura? Ma dai.....

Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Mar, 23/02/2016 - 17:58

Giampiroma, lascia stare la grappa che ti fa male.

Ritratto di uccellino44

uccellino44

Mar, 23/02/2016 - 18:00

Ormai in Italia in Italia ha ragione chi urla più forte!

27Adriano

Mar, 23/02/2016 - 18:44

Vorrei chiedere chi muove le fila dei centri sociali, collettivi, antagonisti, black block, no tav, sindacati,... La regia eversiva è sempre la stessa anche se cambia nome.

Luigi Farinelli

Mar, 23/02/2016 - 19:06

E si! Una lezione di anarchismo non può mai essere rifiutata. E' il prof. Panebianco che deve cambiare aula, non i democratici rappresentanti del LIBERO pensiero progressista.E pare non fosse la prima volta in quell'aula. Ma basti riandare a certi ormai datati precedenti all'aula magna della Sapienza dove gli stessi vati della democrazia progressista hanno impedito una conferenza di Papa Ratzingher sui delitti dell'ONU in materia abortista e quella del prof. Sermonti, autore di "Dimenticare Darwin", contrario alla teoria evoluzionista che però non deve mettere mai messa in dubbio facendo comodo all'ateismo razionalista e a Piero Angela, nonostante il completo sputtanamento dopo la scoperta del DNA e l'inefficace patetica sempiterna ricerca dell' "anello mancante". Ma guai renderlo noto: le sentinelle della libertà di espressione non lo tollerano! E ci mancherebbe contraddirli!

bruco52

Mar, 23/02/2016 - 19:36

i sinceri democratici dei centri asociali, cugini carnali degli ex pci, pds, ds ora pd non si smentiscono, ma si rivelano sempre per quello che sono "comunisti", sinonimo di antidemocratici, adoratori di Lenin, Stalin, Tito, Pol-Pot, Castro e altri eroi rossi...