Bologna, Prodi torna per lanciare Delbono sindaco

«Botte nelle primarie, uno scontro di personalità, uno scontro di linea politica, uno scontro di idee sulla città futura». Poi, però, tutti di nuovo amici, come e possibilmente più di prima, per vincere le elezioni. Stile Obama-Clinton, da «nemici» a compagni di governo. È la ricetta per le primarie dell’ex premier Romano Prodi (nella foto). L’occasione è stata ieri un incontro all’Istituto De Gasperi a Bologna di cui Prodi fu presidente ai primi anni '70. Il Prof ha ufficializzato il suo appoggio a Flavio Delbono, anche lui docente di Economia, in corsa con altri tre esponenti del Pd alla successione di Cofferati. Al professore la sfida a quattro sembra piacere, anche se perfino Legacoop si era detta preoccupata per una campagna elettorale senza esclusione di colpi che rischia di distogliere la città dai veri problemi (ad esempio la crisi economica). E, secondo molti, queste schermaglie logorano il partito prima della competizione vera e propria.
Prodi è convinto e gioisce del fatto che quelle in corso a Bologna siano «primarie vere, dure e incerte»: «Queste sono primarie vere, con personalità diverse che fanno riferimento a platee diverse e lottano per vincere le elezioni. Se la campagna è così accesa, se la lotta è così dura è proprio perché si tratta di un confronto autentico». Sarà, ma è un fatto che il suo candidato Delbono ha già incassato l’appoggio della nomenclatura del partito e non solo: alla presentazione alla città si è fatto accompagnare dal ministro ombra Pierluigi Bersani, suscitando accese proteste dagli altri aspiranti candidati. Quella di Delbono, insomma, a Bologna è sentita come una partita già vinta. Gli altri aspiranti candidati? Comprimari, anzi «comprimaristi».