Il Bologna è salvo. Trovato l’accordo, il club a Mr. Segafredo

Il Bologna è salvo, stavolta per davvero. Diciassette anni fa la serie C e il fallimento, rilevato da mister Idrolitina, alias Giuseppe Gazzoni, che nel 2005 lasciò perché sommerso dai debiti, con la retrocessione in B. La risalita con Cazzola, poi candidato sindaco del centrodestra; un biennio ai Menarini, sei mesi per Sergio Porcedda, proprietario che non aveva speso un euro. Giovanni Consorte con la sua merchant bank ha chiuso l’operazione ieri, prima del derby di Parma, il trevigiano Massimo Zanetti con il marchio Segafredo capeggia la cordata «Bologna 2010»: ha piantagioni di caffè in cinque continenti, è una garanzia di ambizioni. A gennaio arriveranno altri due punti di penalizzazione per il ritardo negli stipendi, dopo l’unico sforbiciato sinora, poi la società si avvierà alla risalita. Con il nuovo assetto può sistemarsi nella prima metà della classifica, imitando il Genoa, compagno di colori e bacheca (7 scudetti e due coppe Italia petroniane). Serviva il rischio di un nuovo crac per sensibilizzare l’imprenditoria locale, i Menarini volevano già vendere la scorsa stagione.
«Abbiamo concluso un’operazione d’amore per la città - dice Consorte -, salvando pure 300 posti di lavoro. Non c’entrano politica e speculazioni immobiliari, servivano subito 13 milioni cash e l’appianamento dei debiti». Porcedda verserà nelle casse del Bologna 7,6 milioni (il suo debito) tramite i propri alberghi in Sardegna; 4 li mettono papà Menarini e figlia. Il mercato era stato da sogno, il presidente non aveva neanche i soldi per la B e pare abbia versato 3 milioni dalle casse del club alle sue società: i tifosi l’avevano minacciato con una bara e una testa di maiale in porchetta («Adesso basta porci») al centro tecnico di Casteldebole. I giocatori ritireranno la messa in mora, giovedì sarà chiuso il bilancio, con la ricapitalizzazione. «Chi ha salvato il Bologna merita un applauso - dice Malesani -, la città aveva bisogno di un personaggio così». «Professionisti esemplari», aggiunge il pm Valter Giovannini, titolare dell’inchiesta nata dalle false fideiussioni denunciate da Porcedda. Che cercava qualcosa di più conveniente, alleandosi con il patron della Virtus Sabatini, il quale si è defilato come l’ex presidente del Pisa Mian.