Bologna, stuprata a scuola da due compagni

Bologna, la vittima è una ragazza di 18 anni. La violenza nei bagni
dell’istituto: dopo i ragazzi sono tornati in aula a seguire la lezione. Dopo gli abusi ha tentato il suicidio, poi ha trovato la forza di
raccontare tutto. Gli aggressori sono ancora liberi

Bologna - Stuprata da due compagni di classe, nei bagni, mentre la lezione andava avanti. Una ragazza bolognese di 18 anni è stata violentata a scuola, fra gennaio e febbraio, la notizia è emersa soltanto ieri. Contro di lei si sono accaniti due compagni di classe, della scuola superiore di Bologna che frequenta. Si tratta del polo artistico che raggruppa gli studenti della scuola d'arte e del liceo artistico. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulla vicenda, indaga il commissariato di polizia Pontevecchio-Bolognina, alla periferia est del capoluogo emiliano.

Ieri il sostituto procuratore Luigi Persico, assieme alla nuova collega Laura Sola, ha ascoltato la vittima, nei giorni scorsi erano stati sentiti il preside della scuola, Vittorio Biagini, e alcuni professori. La ragazza adesso sta meglio, si è liberata di un grande peso. Ha confermato tutto, con apparente tranquillità e sicurezza: le sue dichiarazioni sono state registrate, mentre la madre aspettava in corridoio. La giovane è stata seguita per un certo periodo dai servizi sociali, per un leggero handicap fisico, e un mese fa ha tentato il suicidio. Con il coltello si è ferita in maniera leggera, probabilmente non voleva davvero togliersi la vita. Si è trattato di un semplice atto dimostrativo, per attirare l'attenzione su di sé. Fatto sta che era stata soccorsa dai familiari e portata al Pronto soccorso, dove ha raccontato della violenza subita. Sono stati i medici a presentare la denuncia al posto di Polizia dell'ospedale. Gli studenti coinvolti sono italiani, di 18-19 anni, il racconto è stato vagliato attentamente dagli inquirenti, viene considerato attendibile. Un vero e proprio stupro a turno, fra i bagni della scuola, una scena agghiacciante, che non ha avuto testimoni, poi i due violentatori si sono rimessi a sedere al proprio posto, dopo avere dato sfogo alla loro brutalità, continuando la lezione come se nulla fosse. L'indagine va avanti, si cercano ancora gli ultimi tasselli per ricostruire con precisione la vicenda. Non è stato preso nessun provvedimento ai danni degli aggressori, peraltro ufficialmente sono indagati per violenza sessuale. Fino a ieri erano regolarmente sui banchi di scuola, lo stesso capo di istituto aspetta di conoscere i provvedimenti della magistratura. La ragazza è all'ultimo anno delle superiori, i due compagni l'avrebbero scelta proprio per il suo disagio. «Non dire nulla a nessuno», le hanno intimato. Lei ha tenuto per sé quel terribile segreto, ma il trauma psicologico era troppo grande per essere soffocato dentro. La stessa scuola è stata informata dalla procura, nessuno si era accorto di nulla, non c'erano sospetti di nessun tipo e nessuno aveva intuito quel disagio crescente dell'adolescente.

«Purtroppo la violenza viene confermata - dice il preside Biagini -. Ora dovremo occuparci di questi ragazzi con grande attenzione». «Anche sui banchi di scuola - commenta il procuratore capo di Bologna, Enrico De Nicola - si cercano di assogettare e umiliare i più deboli. Inasprire le pene non è sufficiente».