A Bologna Il vertice dei segretari del Nord taglia fuori Walter

BolognaUn esercito di amministratori locali targati Pd (sindaci, presidenti di Provincia, governatori dove ci sono) si troverà il 9 gennaio a Milano per sfidare la Lega e cercare di riconquistare consensi al Nord, partendo dalla crisi economica. Con Roma il più lontano possibile: sono distanti i tempi del discorso al Lingotto di Torino, il segretario nazionale non è tra gli invitati. «No, Veltroni non ci sarà», dice Salvatore Caronna, segretario emiliano-romagnolo del Pd, ieri padrone di casa a Bologna nella prima riunione dei segretari delle sette regioni settentrionali (oltre all'Emilia, Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Liguria) che hanno lanciato la prima uscita del Pd del Nord dopo le sollecitazioni dei sindaci «nordisti» Chiamparino (Torino) e Cacciari (Venezia).
Pressato su tutti i fronti, Veltroni alla fine aveva dato l'ok alla nuova creatura: non un partito federato, però, ma solo un «coordinamento». «Non è quello che volevo - lo ha bocciato subito il primo cittadino di Venezia -. A questo punto facciano quello che vogliono, sono stufo di parlare, tanti auguri». Poco entusiasmo anche per uno degli amministratori che saranno a Milano il 9 gennaio: «Meglio un coordinamento che niente - il commento freddino del sindaco di Genova, Marta Vincenzi -. Peccato che in questa occasione non ci sia stato un coinvolgimento degli amministratori locali». «Il partito del Nord sarebbe stata una risposta del passato che avrebbe comportato un’ulteriore frammentazione partitica», ha spiegato Paolo Giaretta, segretario del Pd Veneto, anche lui a Bologna. «È un’iniziativa legata agli interessi della gente - ribadisce il lombardo Maurizio Martina - non ad altre alchimie. Vedremo se Veltroni verrà o meno».
Il programma del «coordinamento» ha almeno un obiettivo dichiarato: «Vogliamo sfidare la Lega», dice senza mezzi termini il lombardo Martina, vista come «la foglia di fico del governo di centrodestra su politiche che penalizzano i nostri territori». L'esempio: il trasferimento di risorse dello Stato per salvare il Comune di Catania. La sfida alla Lega sul suo terreno esclude ogni ipotesi di accordo: «Le nostre proposte per il Nord sono alternative», assicura Caronna.