«A Bologna vinco: prendo anche i voti del centrosinistra»

Alfredo Cazzola diceva: «Io sono mio».
«Ribadisco».
Diffidava i partiti: «Guai se mettono il cappello su di me».
«Certo».
Però da oggi l’ex patron del Motor Show è in corsa con il Pdl.
«Mi sono candidato sindaco a Bologna chiedendo l’appoggio di tutti coloro che non si riconoscono nella candidatura di Flavio Delbono del Pd. Ringrazio il Pdl per il sostegno».
Nessun cappello.
«Corro con il mio simbolo».
Ci saranno anche i simboli dei partiti che la sostengono.
«Ha visto Delbono invece? I suoi manifesti fanno impressione».
Non compare il simbolo del Pd.
«O lui si vergogna del partito o il partito si vergogna di lui».
Sarà la prima?
«Dovrebbe essere la seconda: i soldi ce li mette il partito».
Lei invece è ricco e i soldi ce li mette da sé...
«Non mi sento di aderire a questa affermazione».
Comunque paga di tasca sua.
«Apriremo anche un fondo per chi vorrà contribuire, si potranno versare quote fra i dieci e i cinquanta euro».
Quanto ha stanziato?
«Sarò flessibile».
Flessibile.
«Non sarò un bersaglio immobile, ma imprevedibile. Devo spiazzare l’avversario».
Cazzola il fantasista.
«Me ne intendo abbastanza».
Dalla sua biografia: «Vince con la Virtus pallacanestro una coppa dei Campioni, quattro scudetti, tre coppe Italia e una Supercoppa. Riporta il Bologna Calcio in serie A».
«Ha dimenticato la prima partita in serie A, l’ultima per me perché poi ho lasciato: vittoria sul Milan a San Siro».
E nonostante questo Silvio Berlusconi la vuole sindaco.
«Ho presentato il mio programma in 30 giorni».
Molto berlusconiano.
«Siamo da sempre efficienti, lo saremo anche nell’amministrazione».
Intanto deve vincere.
«La vittoria è scontata».
Oltre al Pd di Delbono deve battere l’Udc, con un pezzo da 90 come Giorgio Guazzaloca.
«Stiamo convincendo anche liste di centrosinistra a correre con noi, vedrà».
Il Pdl propone un patto fra gentiluomini: se al ballottaggio va Guazzaloca lei lo appoggia, e viceversa.
«Auspicio corretto. Comunque sarà viceversa».
Il deputato Pdl Giuliano Cazzola è suo parente?
«Ma chi, l’ultimo giapponese?».
Dice che lei arreca «grave nocumento al centrodestra».
«Appunto: non gli hanno detto che la guerra è finita».
Il Pdl ci ha messo un po’ a sciogliere la riserva su di lei.
«Li diffidai dall’usare me per le loro beghe interne».
Senta, ma chi glielo fa fare?
«Ho ceduto le mie aziende e mi sento ancora giovane».
Ha 59 anni.
«Ho entusiasmo e sono bolognese al cento per cento».
Questa è una frecciata a Sergio Cofferati.
«Nel programma ho scritto i valori delle cinque elle: libertà, legalità, lavoro, lungimiranza e legami».
Legami.
«Per governare bene questa città non è necessario esserci nati, ma avere un forte legame sì».
Nel suo programma c’è scritto persino: «No a chi non ama Bologna», è una fissa.
«I bolognesi hanno dovuto sopportare l’esperienza imbarazzante di un sindaco che ha fatto di tutto per lasciar andare al degrado la città».
Guardi che Cofferati è più a destra di lei, Rifondazione è scappata dalla maggioranza.
«Quella del sindaco sceriffo è stata solo una sceneggiata mediatica, infatti la città è ancora insicura».
Lei invece farà le ronde.
«Altra leggenda metropolitana».
Non le farà?
«Le pattuglie di cittadini a Bologna sono una tradizione storica, direi secolare, nonostante la sinistra».
Il quartiere che ama di più è la Bolognina.
«Ci sono nato».
È più nota perché è lì che Achille Occhetto sciolse il Pci.
«Ottimo segno, la svolta non fu felicissima, col senno di poi. Comunque noi eravamo belli e famosi ben prima di Occhetto».
Lei ha vinto con la Virtus e l’ha venduta. Ha vinto col Bologna e l’ha venduto. Se perde il Comune che fa?
«Se perdo non torno indietro: guido l’opposizione».
Come prima cosa vuol fare la metropolitana...
«Ma quanti metri scrive su di me?».
Il voto di Bologna ha rilievo nazionale.
«Sento la responsabilità».