Bolt come Phelps: 3 ori, 3 record E la Giamaica sbanca la pista

Il re della velocità lancia Powell e vince anche la staffetta 4x100. La Campbell e compagne gettano la medaglia più scontata sbagliando un cambio

Ancora lui, Usain Bolt. Il giamaicano, con l’oro nella staffetta 4x100 metri maschile di ieri, raggiunge una storica tripletta che finora era riuscita solo a nomi del calibro di Jesse Owens, Bobby Morrow e Carl Lewis. Tutto suo invece il record di tre gare, tre vittorie e tre record del mondo: il Phelps dell’atletica. Impressionante la facilità con cui la Giamaica ha staccato gli avversari (Trinidad e Tobago, che conquista così un prezioso argento e il sorprendente Giappone), aiutata anche dalla mancanza dei grandi rivali americani. A tal proposito, dopo la maldestra eliminazione nelle batterie di giovedì di entrambe le squadre, maschile e femminile, per lo stesso errore (problemi nel momento del cambio del testimone), la Federazione americana a fine Giochi aprirà un processo «per revisionare completamente tutti i nostri programmi». Ma tornando ai giamaicani, la netta superiorità è cominciata prima dalla frazione di Bolt, pazzesco nella sua progressione, sembrava poter concludere da solo la corsa, per concretizzarsi con gli ottimi ultimi 100 metri di Powell (che poi ha orgogliosamente detto «La Giamaica è la capitale dell’atletica dello sprint»): loro anche il nuovo record del mondo di 37’’10, grazie anche all’apporto di Carter e Frater. Battuto il 37’’40 di Marsh, Burrell, Mitchell e Lewis proprio ai Giochi di Barcellona 1992. La Giamaica però non ha potuto festeggiare l’en-plein nell’atletica dello sprint, perché il «male americano» ha attanagliato la squadra femminile: un errore nel secondo cambio ha privato Campbell, Ann Fraser, Simpson e Stewart di una vittoria certa per la gioia della Russia, prima davanti a Belgio e Nigeria.
Giornata di successo anche per l’etiope Tirunesh Dibaba: con la vittoria nella 5000 metri femminile (davanti alla turca Elvan Abeylegesse e alla connazionale Meseret Defar), centra l’accoppiata dopo il successo nei 10000 metri.
Una curiosità: nel decathlon torna il cognome «Clay» tra le medaglie olimpiche, 48 anni dopo l’immenso Cassius. È lo statunitense Bryan, che ha preceduto il bielorusso Krauchanka e il cubano Suarezthe. Tra gli italiani finale amara nel salto con l’asta per Giuseppe Gibilisco: eliminato alla prima misura, di 5.45 («ma non sono finito», dirà). Oggi in gara nel salto in alto femminile Antonietta Di Martino (qualificata come quinta con 1.93 metri) mentre Stefano Baldini, che anche ieri si è allenato, certamente correrà la maratona di domani: ma chissà in quali condizioni.