Bolt-Powell, la sfida infinita dei 100

Nuovi casi di doping alle Olimpiadi: positivi due martellisti bielorussi, entrambi medagliati

Come a Pechino, non ci sarà Tyson Gay. Il velocista statunitense con ogni probabilità, sarà costretto a vestire il ruolo di spettatore anche al meeting di Bruxelles di questa sera. E guardare con un pizzico di invidia l’ennesima sfida sui 100 metri tra i due uomini-jet giamaicani, Usain Bolt e Asafa Powell. Proprio quest’ultimo ha dimostrato martedì scorso di essere campione poco avvezzo ai grandi appuntamenti: a Pechino chiuse al quinto posto, martedì scorso è sceso a soli 3 centesimi dal primato mondiale di Bolt. Questa sera non ci saranno medaglie in palio: immaginare un exploit di Asafa non è poi una bestemmia così grande...
Beccati con le mani nel testosterone. Gli atleti bielorussi Vadim Devyatovsky e Ivan Tikhan, rispettivamente medaglia d’argento e di bronzo nel lancio del martello ai Giochi olimpici di Pechino, sarebbero risultati positivi al testosterone nel corso delle recenti Olimpiadi di Pechino. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa Allsport - citando una fonte «vicina all’Agenzia mondiale antidoping» - tracce di testosterone sarebbero risultate dai controlli effettuati sui due atleti dopo la finale di lancio del martello del 17 agosto scorso. Devyatovsky, 31 anni, già sospeso dal 2000 al 2002 per un controllo positivo, ora rischia ora la radiazione a vita, mentre per Tikhan, 32 anni, tre volte campione del mondo, è la prima volta che il suo nome viene accostato ad un caso di doping. L’atletica torna a essere così disciplina regina degli imbrogli. Ad Atene 2004 furono addirittura 3 gli ori ritirati per doping: l’ungherese Annus nel martello, il suo connazionale Fazekas nel disco e la rudda Korzhanenko nel lancio del peso.