Bolzano, arrestati 16 naziskin per violenze

Una complessa operazione dalla Digos ha individuato un gruppo di estrema destra, composto di
giovani tra i 17 e i 27 anni. Altri 100 sarebbero indagati L'accusa è incitamento all'odio razziale e violenze

Bolzano - Sedici giovani arrestati, un centinaio di indagati per la violazione della Legge Mancino sull’istigazione all’odio razziale. È questo il bilancio di un’operazione della Polizia di stato contro un gruppo consistente di teste rasate altoatesine che compivano pestaggi nella zona di Merano ai danni di extracomunitari, di italiani e di chiunque non la pensasse come loro, con il loro vizietto di voler emulare il Fuehrer.

Il gruppo di neonazisti "Dalle prime ore della mattina la Polizia di Stato di Bolzano è impegnata in una vasta operazione per l’esecuzione di alcune ordinanze di custodia cautelare nei confronti di un nutrito gruppo di neonazisti, tutti giovani altoatesini di lingua tedesca, alcuni dei quali minori", ha detto la polizia in una nota. "Gli arrestati sono tutti ragazzi italiani ma di madrelingua tedesca", ha spiegato Giorgio Augusto Porroni, dirigente della Digos di Bolzano. "Dall’estate scorsa a oggi si sono verificate una decina di aggressioni gravi in cui a un ragazzo è stato fratturato il setto nasale, altri invece sono stati presi a calci in testa, e a un altro ancora è stata fratturata la mandibola", ha spiegato Porroni, precisando alcuni dettagli dei pestaggi fatti dal gruppo. Secondo gli inquirenti, però, ci sarebbero anche altri episodi in cui il gruppo avrebbe insultato o incitato alla violenza.

Le violenze Alcuni degli indagati avevano già avuto a che fare con analoghe inchieste, in un Alto Adige dove periodicamente vengono a galla episodi di intolleranza a sfondo nazista. Il più grave di questi accadde pochi anni fa: un ragazzo del Trentino, Fabio Tommaselli, di 26 anni, venne pestato a sangue e morì dopo essere capitato casualmente in un bar con un gruppo di naziskin avvinazzati. Per un gruppo di naziskin locali la magistratura aveva disposto che frequentassero un corso di recupero alla democrazia, dopo avere scoperto addirittura pellegrinaggi a Dachau.

Operazione "Odessa" L’operazione, denominata "Odessa" (come un noto film del 1974, "Dossier Odessa" che raccontava la caccia a una organizzazione di ex gerarchi delle Ss naziste) giunge a conclusione "di una complessa e articolata attività investigativa condotta dalla Digos della questura di Bolzano" che ha individuato il gruppo, composto di giovani tra i 17 e i 27 anni, accusati "di incitamento alla discriminazione, odio e violenza, per motivi razziali, etnici e nazionali e la partecipazione a un gruppo che ha tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per tali motivi". All’operazione - partita questa mattina alle 7 - hanno partecipato 160 agenti della Digos di Bolzano e altri del Nucleo prevenzione di Padova.

Arresti a tappeto Gli arresti sono stati eseguiti a Merano, Scena, Tirolo, Lagundo e dintorni, dice la polizia, secondo cui il gruppo si incontrava nel bosco di Saltusio, "dove veniva utilizzata una costruzione in legno (sulla porta d’accesso la scritta "Ein Tirol", un Tirolo) con tutte le dotazioni iconografiche tipiche della ideologia espressa dal gruppo (drappi, emblemi nazisti inneggianti al reich tedesco e bandiere di guerra della marina tedesca) o in incontri rituali finalizzati a consacrare l’ingresso formale nel gruppo di nuovi affiliati che in qualche modo restavano affascinati da tali modalità simboliche e immaginifiche". Il gruppo, dice la polizia, era in contatto con movimenti di estrema destra attivi in Austria, Svizzera e Germania.